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BOEHRINGER, BAYER E BAXTER RINUNCIANO AL DISTRETTO HI-TECH

Toscana addio, con tanta nostalgia

 
Fuga in massa dal distretto toscano delle multinazionali farmaceutiche che traslocano tutte al Nord. La Boehringer Ingelheim si trasferisce da Reggello, in provincia di Firenze, a Milano ; la Bayer di Rosia, a 20 chilometri da Siena, concentrerà tutte le attività nel sito milanese di Garbagnate entro il 2009; la multinazionale Baxter, specializzata nella produzione di albumina umana, chiuderà la sede di Pisa entro fine anno per trasferire personale e struttura a Roma e magazzini con relativi addetti a Padova. La Toscana è al terzo posto, dopo Lombardia e Lazio, per presenza di aziende farmaceutiche. Con 75 imprese e 7.200 addetti, 650 dei quali impiegati in attività di ricerca e sviluppo, rappresenta il 22% sul totale nazionale con un investimento annuo di 180 milioni in ricerca e sviluppo. Un settore cardine che rappresenta il 7% del pil della Regione Toscana. La Boehringer, il cui piano aziendale prevede il trasferimento di 140 dei 173 dipendenti, fa sapere di voler concentrare tutte le attività a Milano per motivi logistici, visto che nel capoluogo lombardo esiste già un centro di ricerca. I ricavi totali del gruppo nel 2006 sono stati di 436 milioni, mentre il solo Istituto de Angelis, interamente controllato dalla Boehringer che produce farmaci per conto terzi, ha fatturato 67 milioni, dando lavoro a 220 persone. Il timore è che nel giro di qualche anno l’Istituto possa chiudere, perché non più in grado di reggere la concorrenza. Lo stabilimento della Baxter, attivo dal 1989, ha una produzione media annua lorda di circa 7 tonnellate di albumina umana. Gli uffici di Pisa e di Milano, dove operano rispettivamente 68 e 61 persone, verranno trasferiti a Roma in una sede che ospiterà tutte le funzioni amministrative e di management. «La Capitale, oltre a essere la sede legale storica della società, è anche il luogo in cui si trovano le istituzioni, i partner ed è centrale per gli spostamenti», spiegano in azienda. «È una ristrutturazione che sta riguardando oltre all’Italia, anche il Belgio e la Germania. L’unificazione degli uffici permetterà di aumentare le sinergie tra i diversi settori, velocizzare la capacità decisionale e favorire la crescita e lo scambio di know-how tra le risorse». L’azienda ha inoltre avviato una trattativa con i sindacati per ricollocare chi non può o vuole trasferirsi, attivando servizi di assistenza. Presente in Italia dal 1969, la Baxter, con ricavi per 400 milioni di dollari, conta oltre mille dipendenti. È attiva in più di 100 Paesi, impiega 50 mila persone e conta 250 stabilimenti in Europa, America del Nord, America Latina e Asia. Quanto alla Bayer di Rosia, il cui ricavo nel 2006 è stato di 475 milioni di euro e l’obiettivo per il 2007 è 500 milioni, si pensa che dietro al trasferimento ci sia la fusione con la multinazionale americana Schering. La Bayer aveva in mente di costruire a Siena un grande polo per gli emoderivati e aveva puntato tutto sulle biotecnologie. Ma oggi il sito di Rosia si occupa solo di confezionare prodotti che vengono realizzati altrove. In tutto, dallo stabilimento si sposteranno un centinaio di dipendenti. Nel tentare di fronteggiare la crisi del farmaceutico, la Regione Toscana investirà fino a 150 milioni di fondi strutturali nella ricerca e sviluppo del farmaco, lanciando accordi di programma per favorire la ricerca clinica e puntando a dar vita a un distretto regionale di scienze della vita e dell’eccellenza farmaceutica al fine di attrarre investimenti internazionali e per trattenere le aziende. Barbara Millucci  Il Mondo del 15/02/2008  NUM 8_22 FEBBRAIO 2008  p. 67  

 

 

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