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Cacciatori di corpi.

L’anno scorso il film tratto dal libro di John Le Carré, The constant gardner, aveva raccontato una storia in giallo di sperimentazione non etica in Kenya di un farmaco contro la tbc: test clinici di una immaginaria multinazionale farmaceutica senza scrupoli. Dal romanzo alla realtà, ora, con il libro inchiesta della giornalista americana Sonia Shah, The body hunters, il cui sottotitolo ne racconta la sostanza: «Testing new drugs on the World’s poorest», testare i nuovi farmaci sui più poveri del mondo. La prefazione al saggio appena uscito negli Usa è di John Le Carré, che condivide le conclusioni dell’autrice sulla difficoltà «a fidarsi delle industrie farmaceutiche (e di molti scienziati moralmente ambigui) che lavorano per loro».
Negli ultimi decenni protocolli di ricerca discutibili sono stati denunciati perché contrari alle regole recentemente riviste della Dichiarazione di Helsinki, un documento internazionale sull’etica della sperimentazione. Succede sempre più spesso che nei paesi del Terzo mondo, scrive Shah, si sperimentino farmaci per i quali non esiste, in quei paesi, un mercato.
Le ragioni? Alcune sono di tipo economic i test clinici costano meno in paesi dove salari e costo della vita sono inferiori. Altre sono scientifiche. I «volontari» che partecipano agli studi sono meno esposti ad altri farmaci; le persone sono più facili da reclutare specie quando si offrono generose ricompense per la partecipazione.
Un sistema soggetto ad abusi su cui si è molto dibattuto a partire da metà degli anni Novanta su riviste scientifiche e più di recente bersaglio del giornalismo d’inchiesta. La globalizzazione di ricerca e sviluppo di farmaci, scrive Shah, dovrebbe portare anche a una globalizzazione della bioetica.
L’industria farmaceutica è in crisi: sono pochi i nuovi principi attivi messi sul mercato, e in gran parte non sono per le malattie più diffuse nei paesi poveri. La pressione del mercato non potrà che peggiorare le cose. Le regole internazionali non bastano, se non si costruisce a livello locale la possibilità che siano rispettate.
Da “www.panorama.it”

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