Cadono i brevetti, ma la farmaceutica si risolleverà

Cadono i brevetti, ma la farmaceutica si risolleverà

18 gennaio 2012 – 11:04

Di Marc-André Miserez, swissinfo.ch

Diversi medicinali trainanti della farmaceutica tra qualche anno saranno sostituiti da generici, a causa della scadenza dei brevetti. Giocando d’anticipo, le industrie del ramo hanno iniziato uno snellimento degli effettivi, per preservare margini molto confortevoli.

Gli affari dei giganti mondiali della farmaceutica nel giro dei prossimi tre o quattro anni dovrebbero rallentare un po’. Secondo un rapporto della banca privata ginevrina Pictet, fino al 2013 la crescita del settore non supererà il 4%.

 La causa principale è la famosa "patent cliff" (scogliera del brevetto), ossia la scadenza oltre la quale la formula di un farmaco brevettato non è più di monopolio dell’inventore (in genere dopo 20 anni). Altre industrie possono dunque produrre versioni generiche a un prezzo più basso dell’originale sul quale hanno inciso i costi di ricerca e di sviluppo.

Le pubblicazioni sul tema abbondano e le cifre variano leggermente a seconda degli autori e del numero di prodotti presi in considerazione. Stando agli analisti di Pictet, in totale i medicamenti "originali" i cui brevetti scadranno entro il 2015 rappresentano un fatturato di 150 miliardi di dollari.

Tra questi, il Diovan, un farmaco contro l’ipertensione della svizzera Novartis. Con un fatturato annuo di sei miliardi di dollari è la pastiglia più redditizia del gigante basilese, molto lontano davanti al preparato contro il cancro Glivec (4,3 miliardi). Il brevetto del Diovan è scaduto nel novembre 2011 nella maggior parte dei paesi d’Europa e scadrà negli Stati Uniti nel settembre 2012. Tra due anni, la stessa sorte toccherà al Glivec.

 La forza di vendita

Il 13 gennaio, Novartis ha annunciato il taglio di 1960 posti di lavoro negli Stati Uniti, nell’ambito di un piano per risparmiare 450 milioni di dollari. Tra coloro che perderanno l’impiego quest’anno, vi sono 1630 rappresentanti di vendita, ossia coloro che cercavano di convincere i medici a prescrivere il Diovan, piuttosto che un farmaco simile prodotto dalla concorrenza.

"Con le malattie cardiovascolari e l’ipertensione, siamo in mercati di massa. Se per l’oncologia e la sclerosi multipla, ad esempio, ci si rivolge a un piccolo gruppo di medici, che esaminano attentamente gli studi clinici, nel caso di un farmaco contro l’ipertensione, è il marketing che conta. Come nel consumo in generale", spiega Odile Rundquist, dell’agenzia di intermediazione Helvea a Ginevra.

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