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Camera dei Deputati. Emendamento Prestipino: “I veterinari potranno prescrivere anche i meno costosi farmaci realizzati per esseri umani”.

Veterinari. Approvato l’emendamento che consente la prescrizione dei farmaci generici per gli animali domestici

ReggioTV – 20 dicembre 2020

“Una piccola, grande vittoria di civiltà.

Ieri, con l’approvazione del mio emendamento in Commissione bilancio, termina una grande – e costosa – ingiustizia per tutti gli italiani che hanno animali da compagnia: quella che li obbligava ad acquistare farmaci ad uso esclusivo per gli animali, che hanno in genere un costo spesso esorbitante.

I veterinari erano infatti tecnicamente impossibilitati a prescrivere farmaci equivalenti per esseri umani (e molto meno costosi), nonostante fossero di fatto identici. E così, acquistando di fatto un farmaco equivalente per un cane o per un gatto, si era spesso costretti a pagare molto di più.

Da oggi non è più così: adesso i veterinari potranno prescrivere anche i meno costosi farmaci realizzati per esseri umani.
Parliamo di un risparmio enorme, non solo per i milioni di italiani che hanno animali da affezione, ma anche per lo Stato che gestisce i canili e per le associazioni animaliste.

Tutti ci guadagnano, e l’emendamento è costato zero.

Un grazie a chi si è impegnato con me in questa battaglia, e un grazie anche al Ministro Speranza, che si è sempre interessato al tema.
Vince la civiltà”.

Patrizia Prestipino
Deputata Pd

Dopo l’articolo 81, aggiungere il seguente:

Art. 81-bis.
(Modifica al decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193)

1. Al decreto legislativo 6 aprile 2006, n. 193, dopo l’articolo 10 è inserito il seguente:

«Art. 10-bis. – (Uso in deroga di medicinali per uso umano per animali non destinati alla produzione di alimenti) – 1. Il Ministro della salute, sentita l’AIFA, con proprio decreto da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, fermo restando il principio dell’uso prioritario dei medicinali veterinari per il trattamento delle affezioni delle specie animali e nel rispetto delle disposizioni dell’ordinamento dell’Unione europea in materia di medicinali veterinari, tenuto conto, altresì, della natura delle affezioni e del costo delle relative cure, definisce i casi in cui il veterinario può prescrivere per la cura dell’animale, non destinato alla produzione di alimenti, un medicinale per uso umano, a condizione che lo stesso abbia il medesimo principio attivo rispetto al medicinale veterinario previsto per il trattamento dell’affezione.
2. Il decreto di cui al comma 1 disciplina, altresì, le modalità con cui l’AIFA può sospendere l’utilizzo del medicinale per uso umano per il trattamento delle affezioni animali, al fine di prevenire situazioni di carenze del medicinale per uso umano.
3. Il costo dei medicinali prescritti ai sensi del comma 1 resta in ogni caso a carico dell’acquirente a prescindere dal loro regime di classificazione.
4. Dall’attuazione delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

Prestipino Patrizia, Carnevali Elena
approvato

PROPOSTA DI LEGGE d’iniziativa della deputata PRESTIPINO


LA STAMPA

I medici veterinari potranno prescrivere farmaci umani bioequivalenti per cani, gatti e altri animali d’affezione

Il ministro della Salute ha dato parere favorevole all’emendamento Prestipino. La deputata: «E’ una decisione rivoluzionaria, che pone fine a una situazione che non era oltremodo accettabile»

LA STAMPA – 19 dicembre 2020

Il medico veterinario potrà presto prescrivere un farmaco bioequivalente per uso umano che abbia un costo inferiore a quello del medicinale veterinario: i farmaci veterinari infatti hanno un alto costo e i proprietari di animali domestici sono costretti, in caso di malattia, a pagare farmaci i cui equivalenti a uso umano sono meno costosi.

Il Ministro della salute ha infatti dato il suo parere favorevole all’emendamento 81.01 alla manovra, riformulato e approvato dalla commissione Bilancio della Camera, a firma della deputata Patrizia Prestipino (Pd) che da tre anni combatte la sua battaglia per «abbattere i costi dei farmaci veterinari, che sono una vergogna nazionale – commenta la deputata – . La decisione di oggi è una qualcosa di rivoluzionario, che pone fine a una situazione che non era oltremodo accettabile».

«Il Ministro della salute, sentita l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), con proprio decreto da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, fermo restando il principio dell’uso prioritario dei medicinali veterinari per il trattamento delle affezioni delle specie animali e nel rispetto delle disposizioni dell’ordinamento comunitario in materia di medicinali veterinari, tenuto conto, altresì, della natura delle affezioni e del costo delle relative cure, definisce i casi in cui il veterinario può prescrivere per la cura dell’animale, non destinato alla produzione di alimenti, un medicinale per uso umano, a condizione che lo stesso abbia lo stesso principio attivo rispetto al medicinale veterinario previsto per il trattamento dell’affezione» si legge nel documento ufficiale.

Sono tre i “paletti” che vengono posti: il decreto disciplina le «modalità con cui Aifa può sospendere l’utilizzo del medicinale ad uso umano per il trattamento delle affezioni animali, al fine di prevenire situazioni di carenze del medicinale per uso umano»; che il costo dei medicinali prescritti «resta in ogni caso a carico dell’acquirente a prescindere dal loro regime di classificazione» e che dall’attuazione della disposizione di cui al presente articolo, non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

Detto in parole semplici, se un farmaco mai scarseggiasse allora la priorità viene data all’uomo e che il costo dei farmaci per gli animali non deve diventare un maggiore costo per la finanza pubblica con prescrizioni “fasulle” dirette all’uomo ma usate per gli animali.

Su quest’ultimo punto più che preoccuparsi di aumenti di costi per la spesa pubblica, le casse dello Stato e dei Comuni dovrebbero invece riceverne un beneficio: in un approfondito articolo del 2017 LaZampa.it evidenziava come il costo più elevato dei farmaci per animali non ricadesse solo sulle tasche di chi apre le porte di casa adottando un cane, ma anche su quelle di tutti i cittadini che indirettamente sopportano le maggiori spese dei canili pubblici che si prendono cura dei quattrozampe. E tre anni, dopo, finalmente questa ingiustizia avrà finalmente fine.

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Redazione Fedaiisf

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