Da ottobre malati all’estero per farmaci innovativi a spese Ssn

Da ottobre malati all’estero per farmaci innovativi a spese Ssn

In Italia il farmaco innovativo non c’è. In Francia, Germania o Austria sì. E se attualmente è necessaria un’autorizzazione della Asl per recarsi in un altro Paese a curarsi, "dal 25 ottobre del 2013 il ‘via libera’ non sarà più necessario e si potrà andare oltreconfine per assicurarsi le terapie più all’avanguardia, che nel nostro Paese giungono con circa un anno di ritardo rispetto alla media europea".

A spiegarlo a Pharmakronos è Giampietro Gasperini, direttore dell’Unità di Oncologia dell’azienda ospedaliera San Filippo Neri di Roma, a margine della presentazione del congresso del Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (Cipomo), in programma dal 20 al 22 giugno nella Capitale.

"L’Italia – ricorda Gasperini – ha infatti recentemente recepito la Direttiva europea 2011/24 del 9 marzo 2011 sull’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera. E se fino a oggi il paziente aveva bisogno dell’approvazione della propria Asl per recarsi all’estero per un’intervento chirurgico o una terapia farmacologica a spese del servizio sanitario italiano, da ottobre gli basterà partire, effettuare i trattamenti, farsi fare una ricevuta e farsi poi rimborsare dalla Asl, inclusi viaggio e costi sostenuti da un accompagnatore.

A Roma ogni anno, come centro di riferimento insieme agli Ifo, noi riceviamo circa 300 richieste l’anno di cure all’estero". E con le nuove norme la domanda potrebbe aumentare, con costi alti per il Ssn. La situazione italiana per quanto riguarda l’offerta di medicinali innovativi continua dunque a preoccupare gli specialisti, che apprezzano gli sforzi "messi in campo recentemente dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) – sottolinea il presidente Cipomo, Roberto Labianca – in particolare per rendere omogenei tempi di autorizzazione e offerta nelle singole Regioni. Occorre accelerare i tempi di approvazione dei nuovi prodotti e dare più potere d’indirizzo alle autorità centrali".

Barbara Di Chiara – 20 giugno 2013 – PharmaKronos

 

 

 

 

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