Decreti ingiuntivi contro il San Raffaele. L’ospedale deve 32 milioni ai suoi fornitori

Decreti ingiuntivi contro il San Raffaele. L’ospedale deve 32 milioni ai suoi fornitori

Milano, 6 ottobre 2011 – Sono poco meno di 30, per un totale di circa 32 milioni, i decreti ingiuntivi dei fornitori del San Raffaele, tra cui quelli di Farmafactoring, Janssen-Cilag, de La Roche e di Banca Ifis, che hanno chiesto tra il 2009 e il 2011 all’ente di saldare il conto. E’ quanto risulta da uno degli allegati depositati dalla Procura di Milano con la richiesta di fallimento del gruppo ospedaliero oberato da un passivo di circa un miliardo e mezzo di euro. L’udienza prefallimentare e’ fissata per mercoledi’ prossimo, ma per il 10 ottobre, due giorni prima, e’ attesa la richiesta di concordato preventivo.

Nel lungo elenco, allegato all’istanza depositata dai pm Luigi Orsi e Laura Pedio, e che in realta’ parte dal 2001, solo per i decreti ingiuntivi degli ultimi tre anni e’ stata specificata la cifra dovuta. Anche se non si sa se e quali di questi fornitori siano stati pagati, come e’ stato fatto notare da fonti vicino al dossier, la lista dei creditori ”e’ indicativa” della situazione in cui versa la Fondazione San Raffaele-Monte Tabor. Dal documento emerge che per l’anno in corso la casa farmaceutica Janssen- Cilag avanza un credito di 3.837.018 mentre la Roche di 1.343.705. Il record assoluto lo detiene Farmafactoring (del fondo Apax) a cui il San Raffaele deve 13.386.850 a cui seguono i 7.249.661 di debito verso Banca Ifis.

IL CONCORDATO – Il concordato preventivo del San Raffaele e’ ormai pronto. Questa sera ci sara’ un’ulteriore riunione con gli advisor per le ultime limature, ma ormai si tratta di dettagli in vista della presentazione al cda di domani a cui spetta dare il via libera definitivo. La parola passera’ poi agli asseveratori, Angelo Provasoli e Mario Cattaneo, che formalmente si esprimeranno solo una volta arrivata l’approvazione del board, anche se il loro ok non dovrebbe essere in discussione.

Il concordato preventivo elaborato dagli advisor della struttura sanitaria, lo studio Gianni Origoni Grippo e Vitale e Associati, si compone di circa 70 pagine e traccia il qudro per il salvataggio del gruppo. Al suo interno ci sara’ l’offerta presentata dalla cordata Ior-Malacalza disposta a rilevare ospedali e centri ricerca con un investimento di 250 milioni piu’ l’accollo di debiti per 750 milioni e ci sara’ anche il piano che sara’ presentato ai creditori del San Raffaele per la parte che rimane fuori dal perimetro della proposta avanzata dal Vaticano e dall’imprenditore (alcune indiscrezioni indicano che la percentuale di rimborso sia attorno al 60/70% per quest’ultima parte).

Il piano di salvataggio dovrebbe anche contenere il nuovo modello di governance del San Raffaele con la possibile ridefinizione del ruolo di don Verze’ che oggi e’ presidente onorario, ma mantiene il potere di nomina e revoca del cda. Dopo il via libera del cda,

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