Emergenza coronavirus. Sanofi dona 200mila farmaci a base di idrossiclorochina

Emergenza coronavirus. Sanofi dona 200mila farmaci a base di idrossiclorochina

Solidarietà per l’emergenza: Sanofi dona 200mila farmaci a base di idrossiclorochina

Mentre lavora alla ricerca di terapie e vaccini, l’azienda sostiene la Protezione Civile, produce gel disinfettanti e mette a disposizione delle strutture sanitarie una scorta di medicinali. Un aiuto dal valore complessivo di oltre due milioni di euro

Aboutpharma – 24 marzo 2020

Ricerca sui vaccini, sperimentazioni cliniche, sostegno a Protezione civile e Vigili del fuoco, produzione straordinaria di gel disinfettanti, supporto ai pazienti con malattie rare. E ancora: cessione gratuita di 200 mila confezioni di farmaci a base di idrossiclorochina. È l’impegno a 360 gradi dell’azienda Sanofi, che in una nota riassume le iniziative messe in campo per dare un contributo contro la pandemia Covid-19. “#NoiCiSiamo” è l’hashtag e il motto scelto dalla casa farmaceutica francese. Oltre due milioni di euro il valore complessivo dell’operazione.

Donazioni (anche grazie ai dipendenti)

Alla Protezione Civile andranno 600mila euro. L’azienda ha coinvolto i dipendenti in Italia, che hanno devoluto un’ora o più del proprio lavoro su base volontaria. Una base di partenza “moltiplicata” da Sanofi per raggiungere la soglia stabilita.

In aggiunta, l’azienda ha dato disponibilità a donare 200mila confezioni di trattamento a base di idrossiclorochina al Servizio sanitario nazionale. “Sebbene, a oggi, non vi siano dati clinici sufficienti per stabilire con certezza l’efficacia clinica e la sicurezza dell’idrossiclorochina nel trattamento delle infezioni da Covid-19 – precisa Sanofi – in Italia molti team di clinici stanno prevedendo temporaneamente questo utilizzo.

La produzione

Uno degli stabilimenti Sanofi ha riconvertito una parte di attività industriale per produrre soluzioni disinfettanti. Saranno prodotte oltre dieci tonnellate a settimane, per poi donarle a Vigili del Fuoco e Protezione civile. Altre iniziative, come la donazione di mascherine Fffp3, stanno nascendo a livello locale nei diversi stabilimenti italiani.

Pazienti con malattie rare

Un altro fronte di impegno è il supporto ai pazienti con malattie rare. L’azienda si è resa disponibile ad estendere anche alle regioni in cui non è ancora attivo il servizio d’infusione domiciliare per le proprie terapie enzimatiche sostitutive per le malattie rare da accumulo lisosomiale. Un servizio già offerto da diversi anni senza costi per il paziente e il Ssn.

Terapie e vaccini

Due le iniziative principali sul fronte della Ricerca e Sviluppo: Sanofi lavora a un vaccino anti Covid-19 in collaborazione con la Biomedical advanced research and development authority (Barda) che è parte del Dipartimento di salute e servizi umani degli Stati Uniti. Con Regeneron, invece, ha avviato un programma di sviluppo clinico per valutare l’anticorpo monoclonale sarilumab (attualmente indicato per l’artrite reumatoide) nei pazienti ospedalizzati con infezioni gravi da COVID-19. Questa sperimentazione coinvolgerà anche centri e pazienti in Italia.

Il commento

“NoiCiSiamo e ci saremo con quanto abbiamo di più prezioso: le nostre persone, le nostre competenze industriali, la nostra offerta integrata, la nostra ricerca e le nostre soluzioni di salute, attuali e future, garantendo la continuità della produzione nei nostri quattro stabilimenti e la distribuzione delle soluzioni di salute per i pazienti in Italia e in tutto il mondo. Siamo in costante contatto con Farmindustria e con tutto il comparto farmaceutico”, commenta Hubert de Ruty, presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia. L’azienda ha adottato tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei propri collaboratori e degli operatori sanitari. Sospesa l’attività di informazione-medico scientifica nei presidi medici, smart working ogni giorno e massima precauzione negli stabilimenti produttivi.

 

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