
Licenziamenti Takeda, presidio dei dipendenti in sciopero davanti ai cancelli: “Dall’azienda nessuna apertura a trattare”
90 dipendenti hanno bloccato la produzione del sito farmaceutico di Ospedaletto continuando a chiedere
all’azienda di non procedere con gli esuberi
Lunedì di sciopero nel sito pisano della Takeda, la multinazionale farmaceutica giapponese che ha deciso di spostare parte delle produzione italiana a Vienna procedendo al licenziamento di 67 dipendenti in somministrazione a Ospedaletto.
La decisione dello sciopero e del presidio era arrivata dopo la conferma, da parte dell’azienda, della volontà di procedere con la cessazione dei contratti di somministrazione
L’azienda ha fatto sapere tramite mail ai dipendenti che i primi 37 esuberi avverranno il 30 settembre, gli altri 30 dal giorno seguente fino a marzo 2028 senza dare ulteriori precise scadenze.
I sindacati hanno espresso rammarico per il mancato avvio di un confronto ritenuto necessario. “Con rammarico prendiamo atto che l’azienda non ha voluto cogliere l’opportunità che avevamo offerto di aprire un vero confronto con le Organizzazione Sindacali, sgombrando il tavolo dall’arma del ricatto di decisioni irrevocabili”.
Approvata dal Consiglio comunale di Pisa una mozione unitaria, sottoscritta congiuntamente dalla maggioranza e dall’opposizione, avente come primi firmatari Giovanni Pasqualino, capogruppo della Lega, e Matteo Trapani, capogruppo del Partito Democratico, finalizzata alla tutela dei livelli occupazionali presso lo stabilimento Takeda Manufacturing di Pisa e alla salvaguardia del ruolo strategico del polo farmaceutico pisano.
Sulla delicata questione esprime preoccupazione anche il sindaco di Pisa Michele Conti che accoglie con favore l’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio comunale, della mozione dedicata alla vicenda.





