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Assemblea Farmindustria 2026. Cattani: La spesa non è fuori controllo. L’export al 248% in dieci anni

Il presidente Cattani riconfermato per il terzo mandato: “Per i farmaci trend fisiologico, intervenire su payback. Schillaci: dialogo sul nuovo Prontuario

Si è tenuta l’Assemblea 2026 di Farmindustria a Roma presso l’Auditorium Conciliazione con il titolo “Geopolitica e innovazione: l’industria farmaceutica asset strategico per la salute e la crescita della Nazione”.

“La spesa farmaceutica non è fuori controllo, ha una crescita fisiologica in linea con i nuovi bisogni della popolazione e con l’innovazione farmaceutica che sta contribuendo all’incremento dell’aspettativa di vita”. Il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, nel corso dell’Assemblea che lo ha riconfermato alla presidenza per il terzo mandato fino al 2028 è pronto a ripeterlo “fino alla sfinimento”: la spesa farmaceutica è cresciuta dal 2014-19 del 7,2% nel 2021-24 del 7% e nel 2025 del 5,2%. “La verità – ha spiegato – è che cambiano i bisogni in una società che invecchia mentre la ricerca accelera sullo sviluppo dei farmaci innovativi”.

l’export ha registrato un aumento del 248% negli ultimi 10 anni. Per questo, in un contesto geopolitico internazionale con molte opportunità, ma anche tanti rischi, secondo Cattani, “occorre un’alleanza tra tutti gli attori del sistema per mantenere gli investimenti, gestire l’aumento dei costi e i rischi sanitari”.

È questo il messaggio al centro dell’Assemblea 2026 di Farmindustria, oggi a Roma presso l’Auditorium Conciliazione con il titolo “Geopolitica e innovazione: l’industria farmaceutica asset strategico per la salute e la crescita della Nazione”. Risultati che hanno consentito di aumentare la crescita della nostra Nazione e che devono essere consolidati. Nello spirito di confronto costruttivo che da anni caratterizza il rapporto con le Istituzioni, vanno affrontate con pari senso di urgenza 4 priorità: dal payback alla politica statunitense sui prezzi dei farmaci, dall’ipotesi di revisione del prontuario alla riduzione dei tempi di accesso alle cure.

Fondamentale è affrontare e risolvere il payback farmaceutico, che ha raggiunto un valore di circa 2,4 miliardi di euro nel 2025, perché nello schema Mfn rappresenta una riduzione del prezzo che penalizza l’Italia. È un elemento di forte incertezza per le imprese, che il Governo degli Stati Uniti indica tra le barriere non tariffarie esistenti nella nostra Nazione. “Una tassa sulle tasse”

Second elemento da affrontare con urgenza è intervenire sul percorso di revisione del prontuario terapeutico avviato dall’Aifa. Farmindustria esprime preoccupazione sulle proposte ricevute dalle aziende e chiede che a guidare le scelte sia la scienza. “La personalizzazione delle cure è una delle grandi conquiste della medicina moderna – spiega Cattani – non si possono considerare confrontabili, solo per abbassarne il costo per il Ssn, farmaci che presentano profili clinici differenti e che rispondono alle esigenze di pazienti diversi. Il valore terapeutico e la scienza devono rimanere il criterio guida delle decisioni. Un approccio incentrato unicamente sul contenimento dei costi rischierebbe di restringere le opzioni terapeutiche a disposizione dei pazienti e di mettere in crisi una parte importante della base industriale”.

Farmindustria esprime apprezzamento per il percorso di riforma che Parlamento e Governo stanno portando avanti in questi anni e per la volontà di arrivare entro l’anno a un Testo Unico della Farmaceutica, considerato molto tempestivo e una grande opportunità, fondamentale per rafforzare la competitività del settore in un momento cruciale a livello globale, concretizzando riforme attese da molti anni. L’Associazione ritiene tuttavia necessario un ulteriore impulso politico per affrontare le sfide in corso e cogliere le opportunità offerte dalla nuova stagione dell’innovazione

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L’intervento del ministro Tajani

Relazione Cattani

Fatti e cifre

Note:

Quando Cattani scandisce dal palco «La spesa farmaceutica non è fuori controllo!» l’applauso che accoglie il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, appena rieletto, è forte e sincero. Più di quello che ha salutato l’inno nazionale.

La spesa farmaceutica ha superato di oltre 4 miliardi il tetto fissato all’inizio dell’anno, anche se metà dello sforamento sarà a carico delle aziende in base al meccanismo del «payback». In sostanza, le società farmaceutiche si sono mangiate buona parte degli investimenti pubblici in sanità, costringendo le regioni a tagliare altri servizi.

The problem riguarda soprattutto i farmaci comprati direttamente da ospedali e Asl attraverso le gare d’appalto e origina dai prezzi sempre più elevati richiesti dalle aziende. La revisione del prontuario però riguarda stranamente la farmaceutica convenzionata che è sotto controllo, anzi è in avanzo.

con la  revisione d’ora in poi i produttori riceveranno un importo pari al prezzo più basso tra le molecole con la stessa indicazione terapeutica e pari efficacia, anche se la composizione chimica è diversa. Per alcune patologie sono infatti disponibili (e rimborsati dallo Stato) molti farmaci con effetti simili.

Dice Cattani: «Il prezzo dei farmaci lo fa il mercato». Il problema è proprio questo. Gli industriali minacciano di alzare i prezzi in farmacia per recuperare i profitti. Sarà decisivo il ruolo dei medici di base: se prescriveranno ai pazienti il prodotto più appropriato i malati non ne risentiranno. Ma il rischio che nell’opinione pubblica la revisione del prontuario si trasformi in un boomerang esiste. Il ministro della salute Schillaci, ospite dell’Assemblea, prova a fare da paciere tra industria e Aifa: «Non voglio che i cittadini paghino di più per avere i farmaci – spiega – voglio che abbiano tutti quelli di cui necessitano». Non è uno stop, perché la revisione è prevista per legge. Ma si farà il minimo indispensabile.

Con la campagna elettorale che si avvicina e della legge di bilancio il governo non intende farsi nuovi nemici. Se poi l’onere a carico dei cittadini fosse eccessivo sarebbe un suicidio per il Governo.

 

Redazione Fedaiisf

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