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DOMPE': NO TO SECTOR AID

MILAN
«Gli aiuti a pioggia non servono a nulla. E neppure quelli per i singoli settori. L’importante è che siano premiate le imprese i cui interessi si incrociano con quelli del Sistema Paese».
Questo l’appello che Sergio Dompè, presidente di Farmindustria, ha formulato ieri al convegno della Cisl Lombardia "Una crisi da risolvere". «Occorre fare una analisi strutturale – ha detto Dompè – per proiettare l’uscita dalla crisi nel futuro. La congiuntura è molto dura, è inutile negarlo. Ma esistono elementi che, se adeguatamente valorizzati, possono aiutare il tessuto imprenditoriale a emergere. L’importante è la piena convergenza degli interessi delle singole aziende e degli interessi nazionali: basti pensare al sostegno all’export e alla ricerca e sviluppo».
L’uscita dalla crisi può avvenire su una doppia falsariga: l’economia della conoscenza e la valorizzazione del sistema sanitario nazionale. «Quest’ultimo – afferma il presidente di Farmindustria – costituisce un volano di sviluppo e un fattore di coesione sociale».
Ieri, a discutere di crisi con Dompè, c’erano fra gli altri il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, e il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Sacconi è stato molto pessimista. «È fondato il timore – ha sottolineato il ministro – che la crisi possa determinare un disastro sociale, con tensioni maggiori nelle aree più vitali del Paese come la Lombardia, il ricco Nord-Est e la Torino dei beni durevoli».
Parlando delle misure predisposte dal governo, tra cui anche l’accordo con le regioni sul Welfare per destinare otto miliardi di euro nel biennio 2009-2010 alla cassa integrazione in deroga, Sacconi ha indicato come fondamentali i «criteri di stabilità, liquidità e occupabilità. Il primo riferito alla finanza pubblica, il secondo alla crisi del sistema dei pagamenti e il terzo relativo alle misure da adottare per aiutare le persone che hanno perso il lavoro».
Ieri, una considerazione sul clima generale è stata formulata da Bonanni: «Siamo preoccupati dal livello di scontro nel Paese, si litiga su tutto, si alzano barriere sui dati etici e sull’economia sociale».

Il Sole 24 Ore del 17/02/2009   p. 16

AF

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