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Medicines and syringes: it's yellow «Who threw everything here?»

E se quanto abbandonato fosse il fondo di magazzino di un informatore scientifico?

Il fiorista del cimitero di Bizzozero ha trovato due scatoloni abbandonati. «Ho chiamato subito il 112». Ed è in corso la caccia ai responsabili

Venerdì 24 ottobre 2014 – La Provincia di Varese

Chi ha abbandonato farmaci e siringhe vicino al cimitero di Bizzozero? Ormai sono passati 15 giorni, ma il mistero rimane. Veniamo ai fatti. Il 9 ottobre, un giovedì come tanti,Vito Summa, fiorista del cimitero di Bizzozero, si è messo a scaricare da un camion i fiori appena arrivati.

Quando è andato a buttare via alcuni scarti, il fiorista si è imbattuto in due scatoloni pieni zeppi di medicinali. In particolare, si trattava di uno specifico farmaco, di cui Summa non ricorda il nome, che ricorreva in decine e decine di confezioni. Alcuni farmaci erano scaduti, altri nuovi. Anche le siringhe erano intatte, chiuse nelle loro confezioni. A completare il quadro, c’erano anche due strumenti per misurare la pressione.
«Avevo visto gli scatoloni da lontano e mi sono detto, qualcuno deve aver dimenticato lì la carta. Solo quanto mi sono avvicinato, ho visto le scatole gialle dei farmaci. Mi è sembrato veramente un fatto strano e ho chiamato il 112» spiega Summa.
A quel punto sono giunti sul posto degli uomini in divisa – forse le Gev, forse i vigili urbani – che hanno guardato negli scatoloni. «Mi hanno detto di non toccare nulla» dice Summa.
Poi è arrivata Aspem che ha preso gli scatoloni per smaltirne propriamente il contenuto. Ad una prima analisi sembra che, complice la pioggia che cadeva in quei giorni, non sia stato possibile recuperare alcun indizio utile per arrivare al colpevole. Come per esempio carta intestata, scontrini, ricevute, etc.
Eppure la cerchia dei sospettati è stretta. I farmaci potrebbero provenire da qualche studio medico recentemente smantellato. Forse la persona incaricata di smaltire i farmaci ha pensato di accelerare le cose, liberandosene in un posto abbastanza nascosto.
E se quanto abbandonato fosse il fondo di magazzino di un informatore scientifico? Non si può escludere neanche la pista della persona ammalata. Quei farmaci potrebbero essere stati accumulati in casa da un paziente smemorato, che ne ha comprati troppi. O da un individuo ipocondriaco, spaventato dal rimanere senza.
Chiunque sia stato ad abbandonare i farmaci ha compiuto un fatto gravissimo. Qualcuno avrebbe potuto prenderli e usarli impropriamente, arrecando danno alla propria salute. Se dimenticati in un posto isolato, inoltre, i farmaci alla lunga avrebbero potuto inquinare l’ambiente.

Qualora l’abbandono di farmaci fosse ricondotto a personale medico, ciò sarebbe particolarmente grave. Anche perché il personale sanitario sa che i farmaci sono un rifiuto speciale che deve essere smaltito negli appositi contenitori. Idem per le siringhe: Varese è stata una delle prime città d’Italia a installare contenitori per la raccolta delle siringhe davanti alle farmacie. Questo per tutelare il personale che rischia di pungersi con l’ago ogni volta che una siringa viene lasciata nei sacchi dell’immondizia senza cappuccio. Quando ciò accade, l’operatore deve sottoporsi ad accertamenti medici, con tutte le preoccupazioni che ne seguono.
Se Summa non avesse dato l’allarme, e quei rifiuti fossero finiti nelle mani sbagliate, il mistero dei farmaci abbandonati avrebbe potuto trasformarsi in dramma.

 

Redazione Fedaiisf

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