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THE DOCTOR SPEAKS BUT THE PATIENT UNDERSTANDS? «ASSAULT» ON THE FORUMS

 
MILANO – Dal 2003, quando è nato Sportello Cancro, (vedi:www.corriere.it/salute/sportello_cancro) ad oggi sono stati attivati 16 forum, dedicati ai vari tipi di tumori. Gli utenti scrivono e i diversi specialisti rispondono: quasi 21mila messaggi in tutto. Fra tante storie, persone, casi clinici, quesiti diversi, c’è una costante. Molti, moltissimi lettori chiedono spiegazioni. Spesso cercano una «traduzione» di quello che ha detto loro il curante, il chirurgo, l’oncologo. Perché? Quando un medico parla i pazienti capiscono?
UN ITALIANO SU DUE POTREBBE AMMALARSI – La questione non è di poco conto: comprendere è il primo passo da fare per informarsi sulle terapie e sugli ospedali di riferimento, per gestire l’impatto emotivo con sé stessi e in famiglia, per curarsi nel migliore dei modi e avere maggiori chance di guarigione. In media, si valuta che una persona ogni due abbia la probabilità di avere un tumore nel corso della vita, tra zero e 84 anni. Stando ai dati dei Registri tumori italiani, infatti, sono circa 250mila i nuovi casi registrati nel corso del 2008. Ma sebbene la mortalità sia in calo (grazie ai progressi della ricerca e alla prevenzione), l’impatto iniziale con una diagnosi oncologica resta forte e va gestito al meglio dai medici, perché il cancro, più di ogni altra patologia, porta con sé ansia e depressione. Secondo le statistiche ne soffre un paziente oncologico su tre, al punto da richiedere una terapia dedicata. Investire su comunicazione e informazione, però, può ridurre questi dati, fino a dimezzarli, come hanno dimostrato diversi studi
UNA BUONA INFORMAZIONE RIDUCE L’ANSIA – «Malati e parenti hanno ancora purtroppo una certa soggezione verso il medico – spiega Anna Costantini, responsabile del servizio di Psiconcologia dell’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma -. Sono frastornati dalla paura, dal rischio di interventi o terapie complesse. Hanno difficoltà a chiedere spiegazioni se il medico non le dà spontaneamente o dà l’idea di andare di fretta, faticano a fare domande e, paradossalmente, è per loro persino più facile usare internet che esporre i dubbi al proprio curante. Ma è un atteggiamento che va lentamente scomparendo». Invece, per poter affrontare la situazione, servono chiarezza e sincerità nelle relazioni fra medici, pazienti e familiari. «Comunicare bene è difficile e impegnativo – prosegue Costantini, 20 anni di ha esperienza in corsia dedicati a migliorare a comunicazione in oncologia -. Ma il med

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