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Esistono obblighi che le aziende non dovrebbero mai ignorare.

Esistono obblighi che le aziende non dovrebbero mai ignorare.

Non solo le leggi relative all’informazione sui farmaci, che sono ben conosciute dagli ISF e dalle aziende del farmaco, ma non vengono mai attuate. Ci sono anche normative di estremo interesse quali quelle contenute nel bilancio etico-sociale delle società. Ci sono le norme relative alla sicurezza dei lavoratori ( nel caso degli Isf, la tutela tanto negli ambienti di lavoro come gli ospedali quanto sulla strada e dentro la vettura ); ci sono le norme relative alla corretta conservazione dei medicinali che devono essere applicate anche ai campioni gratuiti lasciati in deposito e nei locali degli ISF ( noi sappiamo molto bene che causa di molti effetti secondari da farmaci, quasi sempre attribuita al”farmaco” come sostanza mentre si trattava di campioni, è stata la cattiva conservazione ed il trasporto nei bauli delle auto, peraltro vietato per legge).

I campioni gratuiti sono consegnati ai medici affinché questi li distribuiscano ai loro pazienti per prova o per sperimentazione, quindi sono farmaci utilizzati come tali.

C’è infine la mancata applicazione della legge sul riconoscimento giuridico dei Quadri, che impone la collocazione dell’ISF nell’area Quadri. Ci sono infine moltissime sentenze della Cassazione che stabiliscono essere del tutto illegittimo il “contratto di agenzia per gli ISF” ( in quest’ultimo caso ripetiamo che il medico deve prescrivere i farmaci secondo “scienza e coscienza” e quindi NON è accettabile che un ISF sia retribuito sulla base del fatturato. Ciò costringe l’Isf a fare di “tutto” per riuscire a portare a casa una retribuzione qualsiasi.)

La forma molto disinvolta con cui l’industria del farmaco affronta i problemi più elementari di giustizia sociale sarebbe incomprensibile se essa non contasse sulla esplicita complicità del potere politico e giudiziario, comprese le cointeressenze con alcune categorie professionali.

Di Giorgio Vitali

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