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Farmaceutica. È scomparso Pierre Fabre

Genova – Il problema, lo spiegano chiaro in Procura, non è nelle singole cifre della truffa, o in quello che è stato fin qui scoperto. Il problema è che non si può sapere da quanto tempo si protraesse. Ed è difficile pensare a un caso isolato.

La considerazione arriva a margine della richiesta di rinvio a giudizio formulata nei giorni scorsi a carico d’un medico e di una farmacista. I quali, nell’opinione dei carabinieri del Nas e dei pubblici ministeri che hanno dato seguito alle loro informative, avevano imbastito una classica “cresta” sulle medicine: a carico della Asl, quindi della Regione, quindi di tutti noi.

Il dottore prescriveva pillole in dosi gonfiate, inutili e spesso a insaputa del paziente. E la farmacista incassava rimborsi, grazie a quelle richieste, sovradimensionati rispetto alle effettive necessità e agli acquisti dei suoi clienti. Questa, perlomeno, la contestazione dell’accusa.

Nel mirino sono così finiti Luigi Piazza (il medico di base), 65 anni, e Giovanna Puletto, 54 anni, della farmacia “Fossa” di via Giacomo Matteotti a Torriglia. Per entrambi, i magistrati hanno chiesto il processo per truffa ai danni dello Stato (essendo la Regione un ente pubblico) in concorso, circoscrivendo una serie di ricette compilate da Piazza nel biennio 2009-2010, e dalla Puletto sulla carta soddisfatte nel medesimo periodo. Quelle prescrizioni, era ribadito in un’informativa dell’Arma consegnata tempo fa al palazzo di giustizia, erano farlocche. Nel senso che spesso, hanno rilevato le forze dell’ordine, il teorico destinatario del farmaco nemmeno sapeva della prescrizione stessa.

Matteo Indice – 28 dicembre 2012  Genova

 

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