Farmaci per posta.

Farmaci per posta.

I farmaci, in particolare quelli destinati alla cura di gravi patologie, devono essere consegnati dal farmacista o in farmacia, o al domicilio del paziente o nelle strutture sanitarie pubbliche, non certo dal furgoncino di un corriere postale che non è in grado di rispettare tutte le complesse norme che regolano la professione. Lo sottolinea in una nota Federfarma ribadendo la propria totale e assoluta contrarietà nei confronti di iniziative finalizzate a scavalcare la farmacia e il farmacista. Il Ministro Fazio, continua il comunicato, ha dichiarato che il personale dedicato dalle Poste a questo servizio dovrà essere opportunamente addestrato. Ma allora perché non utilizzare la rete delle farmacie che dispone di 50.000 professionisti laureati e costantemente aggiornati, a costo zero, con appositi corsi autorizzati dal Ministero e garantisce la consegna sicura e controllata dei farmaci? «Trovo assurda, pericolosissima e inaccettabile per la salute dei cittadini l’iniziativa promossa da Farmindustria insieme con Poste Italiane per la consegna domiciliare di farmaci che fino a oggi, per motivi di sicurezza e per tenere sotto controllo lo stato di salute del paziente, sono stati somministrati esclusivamente negli ospedali» afferma Annarosa Racca, Presidente di Federfarma. «Difenderemo fino in fondo la professionalità del farmacista di fronte al gravissimo attacco a cui è sottoposta».

Sunifar, pronti allo stato di agitazione

«Siamo pronti a difendere il nostro ruolo con tutti gli strumenti disponibili e abbiamo già deciso lo stato di agitazione delle farmacie rurali per la tutela della salute pubblica, dell’istituto della Farmacia e dei nostri colleghi collaboratori». Anche il Sunifar, che rappresenta le farmacie rurali, nelle parole del suo presidente Alfredo Orlandi, manifesta tutta la sua preoccupazione per l’accordo tra Farmindustria e Poste, un accordo che, sottolinea Orlandi «se effettivamente realizzato, potrà avere sull’efficienza e sulla capillarità del servizio farmaceutico. È un ulteriore passo verso una situazione in cui le farmacie hanno solo doveri, stare aperte di notte e di domenica, avere tutto l’assortimento dei farmaci per le urgenze, garantire nuovi servizi che richiedono investimenti e attrezzarsi per tutelare al massimo la privacy dei pazienti, e poi i farmaci li consegna qualcun altro, solo in limitati "orari di ufficio" conclude il presidente Sunifar

Farmacista33 – 7 febbraio 2011

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