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Forlì. Quando manca anche il senso del ridicolo

Il dottore prescrive correttamente un farmaco ad una paziente e l’Ausl gli fa pagare 22 euro di rimborso. Segnalazione a Forlì

Una vicenda assurda, che la dice lunga su quanto la sanità sia diventata  prima di tutto burocrazia e solo dopo si preoccupi della cura del malato. Un medico di base di Forlì è stato chiamato a risarcire l’Ausl Romagna di 22 euro (sì, 22 euro!) per aver fatto una “ricetta rossa” (quella che mette a carico del servizio sanitario regionale) un farmaco che normalmente lo sarebbe comunque, ma solo per donne in un certa fascia d’età.

Da notare che il farmaco  era giusto e appropriato per la patologia di quella donna a cui è stato prescritto (dell’acido folico per un problema di anemia a quanto sembra) l’unica cosa è che la malata quel farmaco se lo sarebbe dovuto pagare in quanto non rientrava nella fascia d’età per averlo gratuitamente.

L’Ausl Romagna ha chiesto il conto al medico, che ha dovuto pagare di tasca propria i 22 euro della medicina erogata gratuitamente. L’assurdo è che per muovere la contestazione si è dovuta riunire una commissione apposita, stilare un verbale, inviare una raccomandata: ore di lavoro il cui costo, probabilmente, è ben maggiore Risultati immagini per la prevalenza del cretino citazionidei 22 euro richiesti.

Corre voce nello studio medico che sia il primo caso in cui l’Ausl è andata a chiedere i soldi al medico di base, un po’ per dare l’esempio a tutti gli altri e “metterli in riga”. E’ triste vedere un’Azienda sanitaria che fa la guerra ad un medico di base, invece di essere sua “alleata” per dare le migliori cure ai cittadini.

Il medico, giustamente arrabbiato, ha pagato immediatamente quanto dovuto, ma ha attaccato il bollettino alla porta del suo studio medico per far sapere a tutti i pazienti il trattamento che viene riservato a medici che, soprattutto in questa stagione, si trovano a gestire centinaia di pazienti in condizioni spesso di grande difficoltà.

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Redazione Fedaisf

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