Gli isf ed il baratro della disoccupazione

Gli isf ed il baratro della disoccupazione

   Cari colleghi in questi giorni è stato un susseguirsi  di articoli sul caso GSK  e sulla ennesima decisione di chiudere un centro ricerche e di effettuare tagli occupazionali. La cronaca giornalistica ci parla di scioperi,di promesse  ed impegni governativi  e di pressioni esercitate sulle aziende farmaceutiche per rivedere le loro posizioni e decisioni. Le foto dei lavoratori con le loro bandiere e striscioni ricordano gli anni 60 e la lotta di classe.
Senza voler essere il pierino della situazione,potremmo ben dire che molti di noi che da anni si occupano del settore farmaceutico avevano previsto ciò che sta accadendo. Il tutto sta avvenendo secondo un copione ben preciso e già descritto. Le aziende farmaceutiche,il governo e le istituzioni assieme al sindacato stanno giocando sulle spalle dei lavoratori del settore farmaceutico una partita già decisa a priori. Nessuno si impiccia di nulla nello specifico,i lavoratori del settore siano essi interni o esterni (vedi isf) diminuiscono alleggerendo le casse aziendali dai cosiddetti costi fissi ed il sistema sanitario secondo le bubbole farmaindustriali prende una boccata di ossigeno risparmiando sulla spesa farmaceutica legata alla eccessiva pressione degli informatori. Bubbole dicevo e bubbole giganti per giunta. Basta leggere alcuni semplici numerini per rendersi conto che non sono il numero totale degli isf a determinare aumento o diminuzione della spesa farmaceutica,bensì le stolte politiche commerciali delle aziende.
In questo ultimo periodo infatti il numero degli isf è diminuito drasticamente,dai 25.000 circa presenti nel 2007 siamo scesi sotto i 18.000 avvicinandoci a quota 15.000. 10.000 isf in meno secondo certe bubbole avrebbero dovuto far diminuire la spesa farmaceutica in maniera sostanziale ed invece scopriamo che la stessa è rimasta stazionaria a livello territoriale ed è invece aumentata fortemente a livello ospedaliero. Sorpresa !!!  Ma come diminuiscono i cosiddetti induttori di spesa (gli isf secondo alcune regioni ed aziende farmaceutiche) ed anziché diminuire la spesa farmaceutica totale, questa aumenta ?  Come si spiega tutto ciò ?
Le risposte a questi interrogativi andrebbero effettuate alle aziende farmaceutiche ed al loro management ed anche ai papaveroni della triplice che da anni ci hanno buttato come categoria nel burrone.
Come chiamare tutto ciò se non consociativismo ? Quali oscuri affari si nascondono dietro una mattanza degli isf che in realtà a tutto serve tranne che a quello che ci viene detto e viene scritto ?
Apriamo gli occhi,cari colleghi,siamo diventati come i fazzoletti di carta di una famosa marca,usa e getta. Cerchiamo di riprendere coraggio e di alzare la testa. E’ difficile ma rimane l’ultima cosa da fare dopo di che c’è il baratro
Umberto Alderisi
14.02.2010

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