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I soldi per la ricerca? Spariti

di Marco Ratti

Ogni anno l’agenzia del farmaco riceve cospicui fondi per finanziare gli studi indipendenti, cioè non legati a Big Pharma. Quelli del 2010, però, non si sa dove siano finiti

(25 ottobre 2011)

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) è un organismo previsto da una legge dello Stato, e che risponde al governo. Ogni anni questa Aifa incassa dalle aziende farmaceutiche un mucchio di quattrini che per legge devono essere destinati alla ricerca indipendente (medica e famacologicoa). L’ultimo bando (guarda) in merito però è relativo ai fondi del 2009.

E i fondi arrivati dopo, dove sono finiti? E qual è l’ammontare della cifra del 2010, di cui non si sa nulla? Abbiamo girato queste domande all’Agenzia governativa venerdì 7 ottobre, più di due settimane fa. Ma l’Aifa non ha ritenuto di rispondere, limitandosi a questa dichiarazione: «Le notizie che trovate nel nostro sito internet sono aggiornate».

Andiamo a leggerlo, dunque. «La ricerca è finanziata dal contributo pari al 5 per cento delle spese promozionali, versato dalle Aziende farmaceutiche come previsto dalla legge istitutiva dell’Aifa (l. 326/2003)», scrive l’Agenzia. E ancora: «Il fondo così costituito viene destinato alla realizzazione di ricerche sull’uso dei farmaci e in particolare di sperimentazioni cliniche comparative tra medicinali, tesi a dimostrarne il valore terapeutico aggiunto, nonché a sperimentazioni su farmaci orfani e malattie rare».

Insomma, il programma è di quelli davvero utili. Tanto che la stessa Agenzia prevede che questo meccanismo funzioni come un orologio. Leggiamo ancora dal sito: «Ogni anno viene predisposto un bando, rivolto alle strutture del Ssn, agli Istituti di ricerca, alle Università e alle associazioni non profit sulle tematiche considerate prioritarie». Parole al vento, a quanto pare.

Un top manager di una grossa farmaceutica italiana, che chiede l’anonimato, conferma che ogni anno le società del settore versano il 5 per cento delle spese sostenute per la promozione nei confronti di dottori e farmacisti. Ma si dice &

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