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In Italia arrivano le pillole d’oro e il welfare rischia il collasso

Dopo l’epatite C, farmaci contro l’Hiv, i tumori e il colesterolo. L’agenzia del farmaco: costretti a scegliere chi curare subito. Le pillole d’oro sono capaci di far volare da 3 a 150 miliardi di dollari il valore di un’azienda come l’americana Gilead, che ha acquistato il brevetto del «Sofosbuvir»

Farmaci salvavita ma cari da morire. Promettono di sconfiggere i tumori, mettere la museruola all’Hiv, combattere demenza e Alzheimer ma con costi, spesso intorno ai 100 mila euro per un ciclo terapeutico, che minacciano di sbancare il nostro welfare o, come già accade per l’epatite C, di confinarne l’uso solo ai malati più gravi.

Big-pharma li chiama «blockbuster», come i film di cassetta. Ma qui parliamo di pillole d’oro, capaci di far volare da 3 a 150 miliardi di dollari il valore di un’azienda come l’americana Gilead, che ha acquistato il brevetto del «Sofosbuvir», il primo medicinale capace di eradicare il virus dell’epatite C. Lo Stato italiano lo paga in media 15mila euro a ciclo terapeutico di 24 settimane, grazie al braccio di ferro ingaggiato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) con la Gilead, che era partita da 42mila ogni 12 settimane. «Contiamo di poter trattare tutti i malati di epatite nell’arco di sei anni grazie ai nuovi farmaci in arrivo, che costeranno meno, eradicheranno il virus in 4 anziché 12 settimane e con minori effetti collaterali. È per questo che non ha senso dilapidare ora risorse preziose per le persone infette ma senza malattia conclamata», spiega Luca Pani, direttore dell’Aifa.

LA VALANGA DI SUPER PILLOLE

Il bello o il problema è che di farmaci capaci di curare quel che prima non lo era ne sono in arrivo una valanga. L’Fda, l’agenzia del farmaco americana, ne ha autorizzati lo scorso anno 43, in attesa di sbarcare anche da noi con prezzi anche più alti di quelli della super pillola anti-epatite. Quasi la metà di questi medicinali è per la cura delle malattie rare. Gli altri sono contro vari tipi di tumore, l’insufficienza cardiaca, infezioni urinarie e intra-addominali gravi.

Tanti sono anche i farmaci in stato avanzato di sperimentazione. «Presto – assicura Pani – arriveranno nuovi medicinali capaci di “congelare” il virus dell’Hiv e di colpirlo appena tenta di uscire dalle riserve in cui si annida». Come dire che non ci saranno più nuove infezioni, che oggi marciano al ritmo del più 4% l’anno.

Pochi giorni fa sono intanto sbarcate sui banconi delle nostre farmacie le nuove iniezioni d’oro anticolesterolo. Alirocumab ed evolocumab sono i nomi impronunciabili dei due principi attivi. In attesa che l’Aifa ne contratti il prezzo per iscriverli nella lista dei mutuabili, sono disponibili, per chi può permetterseli, alla modica cifra di 1200 euro per un mese di terapia. «Anticorpi monoclonali capaci di ridurre il colesterolo del 75-85%, molto più delle vecchie statine, poco efficaci su quello di origine familiare» spiega Marcello Arca, specialista delle malattie del matabolismo lipidico del Policlinico Umberto I di Roma. Pur abbattendo i costi della metà, probabilmente i farmaci saranno mutuabili solo per chi ha alle spalle ischemie o infarti.

E sempre a caro prezzo sono in arrivo nuovi antibiotici. In attesa che si concludano le sperimentazioni già avanzate sugli anticorpi monoclonali contro l’Alzheimer e sindromi iniziali di demenza, informa l’Aifa.

SVOLTA CONTRO I TUMORI

È però sul fronte dei farmaci oncologici che si profila una vera rivoluzione. «Si è aperta una nuova era della medicina, da un lato con le genomica che consente di trovare la chiave per colpire le singole cellule tumorali e, dall’altro, con l’immunoterapia capace di generare reazioni dell’organismo in grado di sconfiggere il tumore», spiega il professor Maurizio Tomirotti, presidente del Cipomo, il Collegio dei primari oncologi. «La vera novità è che se fino a ora questi farmaci intelligenti si sono rilevati efficaci per tumori più rari, i nuovi risultano in grado di attaccare quelli a più alta diffusione, come i melanomi o i tumori alla mammella e al polmone». La speranza si affievolisce però parlando di costi. «Per una delle terapie in avanzato stato di sperimentazione si parla già di un milione di dollari per un anno di cura e la spirale dei prezzi sembra inarrestabile», ammette Tomirotti. «Per questo prima di tutto serve l’appropriatezza, ossia i soldi vanno investiti nei farmaci che hanno un reale alto valore terapeutico aggiunto». E tra le nuove pillole d’oro «non sempre è così», afferma citando uno studio Usa. Dove il tema delle pillole super costose è entrato con forza nella campagna elettorale.

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Redazione Fedaisf

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