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Inchiesta Menarini La procura ritira la richiesta di commissariamento

Firenze, 25 luglio 2011 – Revocata, da parte della procura della Repubblica di Firenze, la richiesta di commissariamento per la multinazionale farmaceutica Menarini, i cui vertici sono indagati per truffa al Servizio sanitario nazionale, evasione fiscale e riciclaggio. Lo ha reso noto il procuratore Giuseppe Quattrocchi dicendo che ”sono venute meno le esigenze del commissariamento ai sensi della legge 231”. Comunque ”l’ inchiesta va avanti: ci sono posizioni soggettive da valutare ed e’ presto per parlare di chiusura delle indagini”, ha aggiunto Quattrocchi.

Sul commissariamento si dovra’ pronunciare il gip Michele Barillaro che in merito ha fissato la prossima udienza il 28 luglio. Il procuratore Quattrocchi ha spiegato che la revoca – stamani e’ stato depositata alla cancelleria del gip – scaturisce da una serie di valutazioni fatte dalla procura rispetto all’atteggiamento tenuto da Menarini negli ultimi tempi. ”La procura conferma che Alberto Aleotti e’ il vero ‘dominus’ della Menarini, la sola persona protagonista della vicenda societaria che ha quindi ideato e mosso tutto il meccanismo illecito sotto indagine – ha detto Quattrocchi – Tuttavia la procura ha valutato anche che il gruppo Menarini negli ultimi mesi ha cambiato parte della sua struttura societaria, cosi’ adeguandosi ai rilievi emersi dalle perizie; che ha compiuto passi importanti rispetto all’estero-vestizione di societa’ come Miol [N.d.R.: Menarini International Operations Luxemburg (Miol), una delle società su cui si è posta l’attenzione degli investigatori di Nas e guardia di finanza], la cui figura giuridica e’ stata riportata in Italia; che il 21 luglio scorso ha formalmente pagato all’Agenzia delle entrate, a parziale reintegro del danno causato allo Stato, la somma di 371.983.315,20 euro”. Denaro che fa parte dell’1,2 miliardi di euro sequestrati l’8 novembre 2010.

Menarini, si allarga indagine trovato archivio in Svizzera

Gli investigatori hanno trovato la chiave di un appartamento a Lugano nelle disponibilità di un funzionario
Dentro c’erano i documenti su società off shore riconducibili al gruppo, computer e pure viveri

E’ stato scoperto a Lugano un appartamento sconosciuto agli inquirenti, nelle disponibilità di una persona molto vicina a Alberto Aleotti, padron della Menarini, l’azienda farmaceutica accusata di truffa al Servizio sanitario nazionale, evasione fiscale e riciclaggio. Gli investigatori avrebbero già portato a Firenze circa 40 scatoloni pieni di documenti reliativi a società estere ricondubili al gruppo.

Da quanto appreso, le aziende estere aperte in Svizzera e a Panama sarebbero le stesse che, secondo l’accusa, sarebbero coinvolte nelle false fatturazioni per aumentare il prezzo dei principi attivi e quindi dei farmaci, a danno del Ssn. I documenti sono arrivati a Firenze da alcuni giorn

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