Integratori alimentari, Censis: 32 milioni di italiani li usano per la prevenzione primaria

Integratori alimentari, Censis: 32 milioni di italiani li usano per la prevenzione primaria

Salute: gli integratori alimentari utilizzati da 32 milioni di italiani

SU 10 PERSONE CONSIGLIATE ALL’UTILIZZO DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI, 8 SEGUONO IL SUGGERIMENTO DI MEDICI O FARMACISTI. PREFERITI DAI SOGGETTI IN ETÀ ATTIVA (IL 63% DEI 35-64ENNI), SONO ORMAI UNA COMPONENTE STABILE DELLE STRATEGIE INDIVIDUALI PER ASSICURARSI UNA BUONA SALUTE. E IL LORO VALORE SOCIALE FA DECOLLARE IL MERCATO (3,3 MILIARDI DI EURO NEL 2018: +126% DAL 2008) E L’OCCUPAZIONE DEL SETTORE (+44% IN TRE ANNI)

Roma, 20 giugno 2019 – Prevenzione e tutela della salute: le ragioni del consumo di massa. Sono 32 milioni gli italiani che consumano integratori alimentari. Lo fanno abitualmente più di 18 milioni (tutti i giorni o qualche volta alla settimana) e più di 4 milioni qualche volta al mese. Li utilizzano maggiormente le persone in età attiva (il 62,8% degli utilizzatori ha tra 35 e 64 anni) e le donne (il 60,5%). Sono numeri che descrivono un consumo di massa trasversale rispetto a genere, età, livello di scolarità, territorio di residenza, condizione economica. Ad accomunare le scelte di usare gli integratori alimentari da parte di tante persone diverse è il contributo che viene da questi prodotti per la prevenzione e la tutela della salute. È quanto emerge dalla ricerca «Il valore sociale dell’integratore alimentare» realizzata dal Censis e presentata oggi alla XX Convention di Federsalus.

Consigliati da medici e farmacisti. Il 57,3% degli italiani ha ricevuto il consiglio di utilizzare integratori alimentari. Tra questi, l’82,4% ha ricevuto il suggerimento da un medico (un medico di medicina generale o uno specialista) o da un farmacista. Per il restante 17,6% il consiglio arriva da canali diversi: familiari, amici, web, tv, riviste. Nel 2018 il 95% del mercato passa da farmacie (86%) e parafarmacie (9%), il residuale 5% dalla grande distribuzione organizzata. L’uso degli integratori alimentari non è l’esito di pulsioni consumiste, ma una tendenza diffusa ispirata dall’obiettivo della prevenzione e della tutela della salute, in cui il medico e il farmacista sono spesso riconosciuti come riferimenti nella scelta e nell’utilizzo.

Il giudizio positivo sugli effetti. Il 74% degli italiani (l’80% tra i laureati, il 76,9% tra le donne, il 75,1% tra i 35-64enni) che hanno utilizzato integratori alimentari ne valuta positivamente le conseguenze sul proprio organismo. Solo l’1,7% lamenta esiti non positivi. Chi ha assunto integratori alimentari ha registrato effetti positivi in linea con gli obiettivi attesi. Importante è la funzione svolta dagli integratori per la
prevenzione. Il 58,1% di chi assume integratori gode di uno stato di salute ottimo o buono. Gli integratori alimentari diventano così una componente stabile di strategie individuali, con il riferimento del medico o del farmacista in gran parte dei casi, per assicurarsi una buona salute.

Il decollo del settore. In Italia il mercato degli integratori alimentari ha realizzato nel 2018 un valore di 3,3 miliardi di euro. Siamo al primo posto come quota del mercato europeo (23%), seguiti da Germania (13%), Francia (9%) e Regno Unito (8%). Il settore cresce grazie alla propensione degli italiani a consumare con responsabilità e con grande attenzione agli impatti sulla salute. Questo è il trend sociale che spiega il successo del settore: il valore dei consumi è cresciuto del 126% negli ultimi dieci anni (periodo 2008-2018), a fronte di una riduzione dello 0,8% dei consumi complessivi delle famiglie. Gli addetti del settore sono aumentati del 43,9% nel giro di tre anni (periodo 2014-2017), mentre nell’economia complessiva si registrava solo un +5,3% di occupati. L’export del settore è lievitato del 48,5% negli anni 2014-2017 a fronte del +12% riferito al totale del sistema economico. Se l’economia italiana stenta a ripartire, il settore degli integratori alimentari invece decolla, perché intercetta una nuova attenzione sociale, orientata dai professionisti della salute, a fare prevenzione nella vita quotidiana.

Questi sono i principali risultati della ricerca «Il valore sociale dell’integratore alimentare» realizzata dal Censis, che è stata presentata oggi a Roma alla XX Convention di Federsalus da Francesco Maietta, Responsabile dell’Area Politiche sociali del Censis.

20 Giugno 2019

Comunicato Stampa Censis – 20 giugno 2029


Nel 2018, secondo dati IQVIA per FederSalus, sono state 26 milioni le prescrizioni mediche di integratori alimentari; il 95% del mercato degli integratori si sviluppa in farmacia (86%) e parafarmacia (9%); il restante 5% nella grande distribuzione organizzata (GDO).

Il ricorso degli italiani agli integratori alimentari, consigliati dai medici, ha uno stretto legame nel lungo periodo con il nuovo modello di consumo fatto di sobrietà e rigorosa selezione delle spese e con la crescente responsabilità individuale nella tutela della salute”, afferma Francesco Maietta, Responsabile Area Politiche sociali Censis. Per questo è possibile parlare di valore sociale degli integratori alimentari, vero fondamento del loro successo economico”.

Secondo gli esperti, gli integratori alimentari possono giocare un ruolo importante sul contenimento dei costi sanitari quando adottati per la riduzione dei fattori di rischio di specifiche patologie ad alto impatto socioeconomico. La determinazione dell’efficacia, appropriatezza e costo-efficacia dei prodotti diventa, quindi, un elemento importante per influenzare le scelte di policy in tale ambito.

L’uso di questi prodotti in prevenzione primaria può avere come conseguenza la diminuzione dei costi sociosanitari dovuti in particolare alla cura e ai ricoveri, aspetto estremamente importante ad esempio in ambito cardiovascolare. La letteratura internazionale conferma il valore anche economico dell’integratore alimentare per i Sistemi Sanitari.

“La Ricerca Censis ci mostra un consumatore in prima linea nelle scelte determinanti per la propria salute e che, grazie anche al consiglio attivo di medici e farmacisti”, afferma Marco Fiorani, presidente FederSalus, “ha inserito l’integratore nel paniere dei beni essenziali in un contesto di massima attenzione alla spesa familiare”. 

“Promuovere il ruolo che gli integratori alimentari possono avere nella prevenzione primaria, consentendo di liberare risorse per il Servizio Sanitario Nazionale”, dicono da FederSaus, “è un passo necessario in questa direzione è il riconoscimento della specifica identità degli integratori, diversa da farmaci e alimenti”.

FederSalus


XX Convention FederSalus “Rapporto Censis 2019: il valore sociale dell’integratore alimentare” 20-21 giugno, Roma

La XX Convention FederSalus dal titolo “Rapporto Censis 2019: il valore sociale dell’integratore alimentare. Quale il suo ruolo in un modello di welfare sostenibile?” si terrà il 20 giugno a Roma.
Con un programma ricco di ospiti autorevoli FederSalus propone un dibattito che coinvolge attori della comunità scientifica, economica, delle istituzioni e dell’industria per affrontare i temi chiave dell’attuale scenario industriale e delineare il percorso verso il riconoscimento del ruolo dell’integratore alimentare come efficace risposta alle moderne esigenze di salute del cittadino – consumatore e utile strumento di salute pubblica e privata.
Sarà presentato per la prima volta il Rapporto Censis sul valore sociale dell’integratore alimentare.

Il 21 giugno si terrà l’annuale Assemblea associativa presso il Grand Hotel de la Minerve il cui programma sarà inviato nei prossimi giorni.

Disponibile di seguito la locandina dell’evento con il programma

Programma XX Convention FedeSalus 2019

FederSalus

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