LA FIMMG INDICHERA’ ALLE ASL COME GIUDICARE LA PRESCRIZIONE

LA FIMMG INDICHERA’ ALLE ASL COME GIUDICARE LA PRESCRIZIONE

ROMA – Le Asl devono smetterla di convocare i medici solo perché hanno prescritto di più rispetto al mese prima. Le dinamiche prescrittive devono sganciarsi dall’analisi della spesa storica. E i sindacati nazionali possono imporre il loro punto di vista nella formazione dei quadri Asl e un retroterra comune per generalisti, medici di distretto e farmacisti. Come? Con cento corsi di formazione in 88 Asl destinati a chi, a sua volta, nelle Asl ngy salvare Ì Lea» gestisce la formazione obbligatoria. Con il segretario nazionale Giacomo Milillo, il responsabile politiche del farmaco Roberto Venesia, l’economista Vincenzo Atella e l’internista Enzo M a n z a t o , la Fimmg presenta così la sua strategia per arrestare la deriva economicistica del Ssn. «L’idea è partita da un gruppo di lavoro Metis-Fimmg (la società scientifica del sindacato, ndr). La nostra esigenza – dice Milillo – è che la prescrizione sia valutata, non solo sotto il profilo di quanto facciamo spendere alle regioni in t’armaci, ma anche di quanta spesa evitiamo in termini di ricoveri». L’introduzione dei farmaci antiulcera ha quasi azzerato gli interventi di gastrore sezione; e sono noti ì più recenti calcoli dell’università di Tor Vergata (e del professor Atella) sui costi sociali evitati da una corretta prescrizione delle statine nei pazienti diabetici. «Vogliamo che siano tenuti in conto d’ora in poi gli studi scientifici e la realtà prescrittiva del generalista che non lavora su una popolazione selezionata, come nei trial clinici, ma su pazienti complessi, a lui noti, sui quali è spesso impegnato a correggere terapie. Noi sappiamo gestire questa complessità e vorremmo lavorare con Asl e altre figure». Si spera che le Asl non giudichino sulla sola base della spesa storica.. «Siamo coscienti che il problema non si risolve con la sola formazione, ma la preparazione comune è il presupposto per modificare le future decisioni di Agenzia del farmaco, governi e regioni. Continuiamo a vedere nelle Asl un atteggiamento improntato al risparmio. Strategie che controllano la spesa farmaceutica di oggi si rivelano infelici nel contenere la spesa sanitaria di domani». Il sindacato di 26 mila iscritti si spende nella formazione anche per garantire unitarietà delle prestazioni nel federalismo che verrà? «Sì. In questa fase è in corso una partita delicata. Registro da parte del governo di Roma non tanto una volontà di governare le regioni quanto di offrire agli italiani garanzie di uniformità, e vedo le regioni meno accanite nel difendere certe autonomie e rendersi conto che andrebbero sostenute solo le realtà autosufficienti. Credo che la crisi possa accelerare i processi». E la proposta di legge sul federalismo approvata alla Camera? «La vedo come un momento di regolazione che può portare chiarezza e benefici nel rapporto centro-periferia. Il fatto che il fondo di perequazione per le regioni povere sia verticale e non orizzontale (cioè affidato alla conferenza stato-regioni e non a meccanismi di regolazione automatici tra regioni, ndr) potrà garantire equità alle prestazioni». Il ministero del Welfare scende in campo sulla formazione specifica, Sarete convocati anche voi? «Al congresso Snamid ho anticipato un interesse genericamente manifestato dal ministero del Welfare a coordinare la formazione specifica. In proposito, un articolo della proposta di legge sul governo clinico riporta al ministero alcune importanti funzioni». (m.m.)

Corriere Medico del 20/04/2009 , articolo di (m.m.)  N.8 – 2 APRILE 2009  p. 3

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