LA RICETTA DI LADY ANGELINI

LA RICETTA DI LADY ANGELINI

Ha lasciato il gruppo di famiglia e rilevato la Polifarma. Cambiando modello di business, chiudendo il vecchio stabilimento e puntando su cosmetica e benessere. Risultato: 50 milioni di euro di ricavi. di Giuseppe Cordasco

Una delle industrie farmaceutiche più antiche d’Italia, fondata nel 1919. Stiamo parlando della Polifarma, azienda con sede a Roma, che ai tempi della sua fondazione si chiamava Zodiac, come racconta l’attuale a.d. Andrea Bracci, 43 anni: «Solo nel 1932 l’impresa prese il nome di Polifarma; nel 1942 fu acquistata dalla famiglia Materazzi, che ha tenuto il timone fino al 1999». Insomma una tipica impresa a conduzione familiare con una crescita costante, ma controllata. Il v e r o s a l t o d i qualità avviene nel 1999, ed è ancora Bracci a raccontarlo: «In q u e l l ‘ a n n o l a Polifarma viene acquisita dalla Final, finanziaria di partecipazioni della signora Luisa Angelini, che in precedenza era uscita dal gruppo farmaceutico di famiglia, costituendo una propria società finanziaria, la Final appunto». Per la Polifarma è un cambio di marcia, e la migliore dimostrazione sta nell’evoluzione del fatturato: dai 17 milioni di euro del 1999 ai 40 milioni dell’anno scorso. «Con l’arrivo della signora Angelini» spiega sempre Bracci «c’è stato un ricambio dei vertici manageriali, soprattutto dando fiducia alle persone che già lavoravano in azienda. Quelle seconde linee, delle quali per esempio anche io facevo parte, hanno accettato con entusiasmo la sfida della crescita». In questo processo di sviluppo ha giocato un ruolo fondamentale l’attività del neoazionista. «La signora Angelini» dice ancora Bracci «è presidente di Polifarma e fin dall’inizio ha seguito direttamente le vicende dell’azienda, mettendo a disposizione l’esperienza maturata nell’impresa di famiglia». Nel 2002 c’è stata una importante razionalizzazione della struttura, con la chiusura dell’unico sito di produzione. «Ci sarebbe costato troppo rimodernarlo secondo i criteri previsti dalle nuove leggi sanitarie» ammette Bracci «e così abbiamo fatto una scelta importante, quella di produrre tutto all’esterno. Per questo attualmente ci appoggiamo a una importante multinazionale tedesca». Non solo. «Nel 2000» racconta Bracci «abbiamo deciso di entrare nel mercato dei prodotti di benessere e dei cosiddetti Otc, i prodotti da banco. Per questo abbiamo acquisito la Dottor Ottolenghi di Torino che è stata fusa nella Polifarma dando vita a due divisioni: una divisione prodotti farmaceutici e una divisione Otc e cosmetica». La campagna acquisti però non finisce qui. Poco tempo dopo, nel portafoglio dell’azienda entra anche la Ahc Italia che presto cambia nome e diventa Polifarma Benessere, azienda autonoma rispetto alla Polifarma e tutta dedicata al settore dell’igiene orale (il famoso dentifricio Emoform), dei farmaci di automedicazione e del make-up in farmacia. Nel 2007 Polifarma Benessere ha registrato un fatturato di circa 9,5 milioni di euro, che sommati ai 40 di Polifarma, che è specializzata nei farmaci per la cura delle malattie infettive e cardiovascolari, portano il giro d’affari complessivo realizzato dal gruppo a circa 50 milioni di euro. Come a dire che la ricetta della signora Angelini ha funzionato davvero.
Economy del 17/07/2008  N 30 – 23 LUGLIO 2008 DOSSIER LAZIO  p. 93  rb

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