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LA SALUTE PEGGIORA DA NORD A SUD

La salute è peggiore al Sud. E’ il quadro disegnato dall’intervento di Concetta Vaccaro per il Censis al Convegno nazionale "Sud e Sanità: una nuova questione meridionale?" organizzato da Anaao Assomed. Il quadro che emerge attraverso l’analisi di alcuni macro-indicatori sintetici di salute, di offerta e di livelo socio-economico, dice Vaccaro, evidenzia un gradiente negativo Nord-Sud con "un tendenziale peggioramento della situazione della salute dei cittadini residenti mano mano che si procede verso le regioni meridionali". In una tabella costruita su dati del Ministero della Salute ed ISTAT che considera anni tra il 2004 e il 2006, l’indicatore sintetico di salute della popolazione (al quale contribuiscono mortalità, morbosità, speranza di vita, stili di vita, prevenzione e autopercezione), la Regione che ha un indicatore più alto è il Trentino Alto Adige (74,9), seguito dal Veneto (58,1) e dal Friuli Venezia Giulia (58,7) e poi da tutte le regioni del Nord e del Centro; tra quelle meridionali, che occupano l’ultima parte della classifica insieme a Lazio (48,0), Umbria (46,2) e Liguria (41,9), la Campania è la meglio posizionata (48,9), a pari merito con il Piemonte, mentre la Sardegna ha la posizione più bassa con 37,9. "La vecchia dicotomia Nord-Sud – aggiunge Vaccaro – in cui si descrive un Meridione caratterizzato da una popolazione più giovane e quindi tendenzialmente più sana nonostante un livello di offerta meno soddisfacente, appare sostanzialmente superata". La capacità dell’offerta sanitaria, è legata alla capacità socio-economica del territorio; i livelli di offerta sembrano ricalcare quelli della situazione socio-economica e al Sud quindi non appaiono in grado di mitigare gli effetti del gap delle condizioni sociali di partenza rispetto al Nord. Ad esempio, rispetto alle due più importanti cause di mortalità, e cioè tumori o problemi cardio-circolatori. Nell’analisi del Censis la dicotomia nei livelli di performance sanitaria Nord-Sud e di benessere garantiti alla popolazione ricalcano aspetti sociali in negativo nel Meridione, quali ad esempio il divario nella raccolta differenziata, che in Italia ha una media del 24,3, al Sud l’8,7, al Centro il 118,4 a al Nord il 38,1; così come il numero di siti potenzialmente inquinanti che vede la Valle d’Aosta con solo due censiti e la Sicilia con 1.009. Anche le condizioni socio-economiche di contesto (ottenute confrontando livello di istruzione, incidenza della povertà e tassi di attività e disoccupazione) mostrano una sovrapponibilità tra livelli di salute più problematici e difficili condizioni socio-economiche di contesto, con la Valle d’Aosta che ha un indicatore di contesto sociale pari a 88,1 e la Sicilia 20,1. "Le condizioni socio-economiche – conclude Vaccaro – sembrano quindi confermarsi uno dei fattori più rilevanti nella determinazione delle condizioni di salute sia in positivo che in negativo e, in effetti, le Regioni meridionali che si collocano nelle ultime classi della graduatoria che misura la situazione socio-economica, occupano tendenzialmente posizioni più basse anche in quella dell’indicatore di salute". Fonte: SIMGNEWS n. 19-2008; Esperta Censis.

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