Le reazioni al decreto Bersani

Le reazioni al decreto Bersani
Farmindustria:

“Esprimo solidarietà al presidente di Federfarma, Giorgio Siri, in merito alla decisione del Governo di estendere ai supermercati la vendita dei farmaci da banco, senza la preventiva concertazione con i farmacisti”. Lo afferma in una nota il presidente di Farmindustria, Sergio Dompè. “Su materie così importanti sarebbe opportuno, infatti – continua Dompè – procedere con gradualità valutando tutte le possibili conseguenze delle misure attraverso il dialogo costruttivo con le parti interessate. Un giudizio complessivo sul provvedimento, che rappresenta una novità rilevante, sarà comunque possibile solo quando se ne conosceranno con precisione i contenuti. Ritengo infine opportuno – conclude – ricordare come il sistema delle farmacie in Italia abbia garantito finora un’assistenza di buon livello e che eventuali miglioramenti, sempre possibili, possono essere introdotti con l’individuazione di soluzioni condivise”.
 
Federazione degli Ordini dei Farmacisti:
Stupore, rammarico e preoccupazione. Sono le prime reazioni della  Federazione degli Ordini dei farmacisti Italiani, di fronte alle misure contenute nel decreto legge sulla competitività approvato dal Consiglio dei Ministri relative al settore del farmaco. “Il ministro della Salute Livia Turco, intervenendo pochi giorni fa al Consiglio nazionale federale” spiega il presidente Giacomo Leopardi “aveva confermato una volta di più che le misure sul nostro comparto, per il loro rilievo in termini di salute pubblica e di impatto sul sistema di sanità, sarebbero state assunte in un apposito tavolo tra gli attori del sistema. Le decisioni prese sconfessano quelle rassicurazioni ma, soprattutto, appaiono ispirate a logiche e interessi che con la salute pubblica non hanno molto a che vedere”. “Abbiamo detto più volte che l’eventualità di vendere i farmaci senza obbligo di ricetta nei supermercati rischia di  aprire la porta a una erronea considerazione del bene farmaco da parte dei cittadini”, ha ribadito il presidente dei farmacisti,   “e lo stesso ministro della Salute si era personalmente espressa in termini pressoché identici. Le specialità medicinali, anche quelle da automedicazione, sono beni di salute, non prodotti di consumo e non possono né debbono avere niente a che fare con le dinamiche commerciali. Viene da pensare, dunque, che la decisione del Governo di consentirne la vendita negli scaffali della grande distribuzione non abbia niente a che fare con la salute, ma nasca da  altri motivi e guardi ad altri interessi. È bene che i cittadini lo sappiano.

Federfarma:
Le “prime decisioni del Governo sui farmaci sembrano orientate più a pagare una cambiale a grandi gruppi economici che a tutelare la salute dei cittadini, dimenticando che in ballo non ci sono tanto le prerogative delle farmacie quanto un importante tassello dello stato sociale, rappresentato dal servizio farmaceutico”. Lo sottolinea Giorgio Siri, presidente di Federfarma, commentando il via libera del Consiglio dei ministri al pacchetto sulla competitività del ministro allo Sviluppo economico Bersani, “Il prezzo troppo alto dei medicinali a carico dei cittadini è un problema reale che Federfarma denuncia da tempo. Portare i farmaci al supermercato – sottolinea Siri – è una risposta demagogica e non è la soluzione”.

Anifa:
Anche l’Anifa (Associazione nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione) per bocca del Presidente Angelo Zanibelli non nasconde un certo stupore nel vedere approvato un provvedimento sulla vendita dei farmaci anche al supermercato che: “Arriva quando tutte le componenti del sistema, grazie all’iniziativa dei ministri Turco e Bersani, si s

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