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L’INFORMATORE NON ENTUSIASMA

Solo il 3,3% dei medici di medicina generale giudica l’informazione che riceve dalle aziende tramite gli informatori "sempre" soddisfacente, e il 28% "spesso"
Il 50,5% invece la apprezza "a volte", il 16,4% "raramente" e l’1,8% "mai". Questi i risultati di un"indagine del Centro studi della Federazione italiana dei medici di medicina generale (FIMMG) condotta, lo scorso novembre, su un campione di circa 1.000 professionisti. Il gradimento maggiore si riscontra al Sud e nelle Isole, con una percentuale di quelli che hanno risposto "sempre soddisfacente" del 6,4%, cioè quasi doppia rispetto alla media, a cui si aggiunge un 37,4% di medici che si dicono "spesso" soddisfatti. Va peggio al Nord, dove si registra una soddisfazione più bassa: in particolare nel Nord-Ovest appena lo 0,5% apprezza "sempre" il lavoro degli ISF e il 23,2% "spesso", mentre nel Nord-Est le percentuali sono rispettivamente dell’1,1% e 14,7%. Al Centro Italia, invece, le risposte sono abbastanza allineate alla media: il 3,1% è "sempre" soddisfatto e il 28,6% "spesso". Analizzando in base all"età, il 4,5% dei medici più anziani (da 51 anni in poi) confessa di essere "sempre"soddisfatto, contro il 2,7% dei più giovani. Un dato che non si rispecchia però nella percentuale di chi lo è "spesso": in questo caso prevalgono i medici più giovani (29%) rispetto a quelli più avanti con gli anni (26,1%). Infine: maggiore apprezzamento dalle donne rispetto agli uomini: il 4,8% delle donne medico si dice "sempre" soddisfatto contro il 3,1% dei colleghi. Ma i medici di medicina generale si dicono, quasi in massa, convinti che "nei prossimi anni il modo di fare informazione scientifica del farmaco debba cambiare". La pensa così ben l’82,5% del campione. Quanto ai motivi che porterebbero a un diverso modo di fare informazione, il 29,5% dei camici bianchi pensa che "i medici potrebbero, per ragioni professionali, essere meno interessati a una comunicazione con gli Isf così come è fatta oggi", il 25,3% ritiene invece che "lo sviluppo dei mezzi informatici e della comunicazione online potrebbero rendere meno necessario il contatto diretto con gli informatori scientifici". Il 21,5% è convinto che "una più stringente regolamentazione della funzione e dei vincoli che presiedono al rapporto tra ISF e medici potrebbe condurre gradualmente all’abbandono del modello attuale". Infine, per il 6,4% "le industrie farmaceutiche potrebbero, per loro ragioni, modificare l’attuale situazione". L’indagine propone poi una serie di possibili cambiamenti. L’ipotesi più condivisa è "una retribuzione al medico del tempo che dedica all’informazione medico-scientifica" indicata dal 20% del campione, seguita da "incontri residenziali collettivi periodici a tema" preferiti dal 10,8%, da "incontri a piccoli gruppi a tema al posto delle visite singole in studio, nelle sedi delle forme associative" (13,3%), e da "incontri a piccoli gruppi a tema al posto delle visite singole in studio" (7,3%). "L’attività degli ISF viene vissuta come qualcosa di routinario e non come l’acquisizione di nuove e utili nozioni. Dunque non suscita grande entusiasmo ma, al tempo stesso, neanche avversione" ha commentato Giacomo Milillo, segretario nazionale della FIMMG. Da Farmacia 33 14-02-08

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