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L’Italia peggiore. Ordine e sindacati a difesa dei precari, professionisti preziosi

Sui precari il ministro della Salute Ferruccio Fazio prenda posizione pubblicamente. A richiederlo Mario Falconi, presidente dell’Omceo Roma, in riferimento alle dichiarazioni del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in occasione di un convegno a Roma («Voi siete l’Italia peggiore»). «I precari in camice bianco» è il commento di Falconi «sono eroi senza diritti e tutela e tengono in piedi ogni giorno e in silenzio il Servizio sanitario nazionale, nonostante blocchi del turnover e le disagiate condizioni contrattuali e ambientali». A tale proposito, Falconi ricorda come l’Ordine abbia più volte invitato il ministro a visitare vari reparti ospedalieri, «quali per esempio, i dipartimenti di Emergenza assistenziale e le postazioni di guardia medica. Siamo certi che il ministro della Salute saprà ancora una volta mettere rimedio alla linea del suo collega di Governo». Tra le reazioni all’uscita di Brunetta, successivamente ridimensionata, anche quelle dei sindacati. «Nel mondo della sanità» è il commento del segretario nazionale dell’Anaao Assomed, Costantino Troise, «i precari sono professionisti con anni di esperienza che spesso non godono dei diritti fondamentali quali la malattia, le ferie, la maternità». Secondo il presidente della Cimo Asmd, Riccardo Cassi, «i precari in sanità sono pericolosi e nonostante il nostro impegno, negli ultimi 10 anni, sono cresciuti». Il riferimento è ai dati diffusi a inizio anno dal Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato, secondo cui i precari sono aumentati di oltre il 50% dal 2001. Un aumento legato non tanto ai contratti atipici, quanto a quelli a tempo determinato, utilizzati per coprire i buchi procurati dai blocchi del turn over. Nell’ultimo anno rilevato dal Conto annuale nel Ssn, lavoravano a tempo determinato 32.981 unità di personale, di cui 22.973 donne. I medici a tempo determinato sono 6.620 di cui 3.755 donne.

DoctorNews – 20 giugno 2011

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