Mercato dei farmaci, prezzi e rimborsi primi ostacoli alla crescita nel 2019. SSN: sottofinanziamento della spesa farmaceutica

Mercato dei farmaci, prezzi e rimborsi primi ostacoli alla crescita nel 2019. SSN: sottofinanziamento della spesa farmaceutica

Mercato dei farmaci, prezzi e rimborsi primi ostacoli alla crescita nel 2019

È quanto emerge dal rapporto “The state of the biopharmaceutical industry – 2019” realizzato da GlobalData. Secondo l’indagine oltre la metà delle aziende intravede in questi due fattori un freno all’avanzata del comparto dei medicinali nell’anno appena cominciato

AboutPharma – 7 gennaio 2019

Il prezzo e il rimborso dei farmaci saranno i principali ostacoli per la crescita del mercato farmaceutico anche nel 2019. A dirlo è il rapporto realizzato da GlobalData, dal titolo “The state of the biopharmaceutical industry – 2019”, secondo cui il 51% delle aziende intervistate intravede in questi due fattori un freno all’avanzata del comparto dei medicinali nell’anno appena iniziato.

Le mosse di Trump

Si tratta di un risultato che, secondo gli esperti, è in buona parte legato alle recenti prese di posizione dell’amministrazione Trump, schieratasi a favore del blocco del prezzo dei farmaci nel 2018. Anche se, come sottolinea Bonnie Bain, global head of pharma di GlobalData “Nonostante questa pressione, circa tre dozzine di produttori di farmaci hanno aumentato i prezzi nel nuovo anno su centinaia di farmaci negli Stati Uniti. L’aumento medio dei prezzi è stato di circa il 6,3% e include sia i farmaci generici sia quelli di marca”.

“Le misure di contenimento dei costi come i tagli ai prezzi e ai rimborsi stanno portando a condizioni di mercato più difficili per i produttori di farmaci e alla riduzione dei margini di profitto. In risposta a queste pressioni, le aziende stanno rivalutando le loro strategie e l’attenzione al mercato”. Continua Bain. “Le aziende dovranno adottare strategie di prezzo più flessibili per massimizzare il ritorno sull’investimento e negoziare in anticipo con i pagatori”.

Il ruolo della Cina

Particolare interesse suscita il ruolo della Cina. Nonostante le preoccupazioni per una guerra commerciale con gli Stati Uniti, il dragone viene percepito come un’enorme opportunità di mercato per l’industria farmaceutica. “La Cina ha una grande popolazione con una classe media in crescita – commenta Bain – ed è diventata leader nell’innovazione R&D per la medicina, in particolare la medicina rigenerativa. La grande sfida che le aziende dovranno è legato al come affrontare il contesto normativo e commerciale cinese “.

Il mercato dei biosimilari

Sul mercato dei biosimilari il discorso è duplice, perché mentre il 30% degli intervistati ritiene che la scadenza dei brevetti sui farmaci biologici avrà un impatto importante nel 2019, GlobalData prevede invece che tale impatto sarà inferiore alle attese. Sebbene diversi biosimilari siano ora approvati negli Stati Uniti, il ritmo del loro successivo lancio e della crescita del mercato rimane lento e la maggior parte dei biosimilari deve ancora affrontare rigide battaglie legali. In media, il differenziale di prezzo tra i biosimilari e le loro controparti di marca è solo del 30% circa, che è significativamente inferiore al risparmio sui costi osservato con il farmaco generico medio.

“Nonostante il lento avvio – conclude Bain – mi aspetto ancora che i biosimilari contribuiranno alla riduzione dei costi negli Stati Uniti, ma si andrà oltre il 2019 e il livello di risparmio varierà perché sussiste ancora una significativa incertezza per il rimborso”.

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Il sotto-finanziamento dell’assistenza farmaceutica

Mantenendo nel 2019 lo stesso finanziamento del 2018, già mancano al reale fabbisogno per l’assistenza farmaceutica quasi 2 miliardi. Non solo. Il fabbisogno crescerà ulteriormente.

… già oggi siamo tra i Paesi EU ed OCSE più lenti a rimborsare i farmaci approvati da EMA, che significa renderli equamente disponibili a pazienti e specialisti curanti, probabilmente quei tempi di accesso si allungheranno ancora di più, con i relativi processi resi ancora più difficoltosi alle industrie. Incluso l’ulteriore filtro regionale, così difforme tra Regioni.

Così mentre, che so, in Germania o in Svezia Herr Otto o Dam Frida si cureranno la loro grave patologia con la terapia appena approvata da EMA, il nostro dr. Rossi dovrà faticosamente spiegare al Sig. Antonio e ai suoi familiari, che hanno visto su internet che è da mesi che quella terapia è approvata in EU ed altrove è rimborsata, che da noi purtroppo non lo è ancora.

Perché serve risparmiare. Un risultato che magari qualcuno nel Palazzo o nelle sue dependance poi si appunterà come una medaglia al merito, foriera di consensi o bonus e promozioni. Un pasto pagato dai tanti Sig. Antonio.

(estratto da “quotidianosanità” del 8 gennaio 2019 di Fabrizio Gianfrate, a cui si rimanda per la lettura integrale)

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