Milillo (Fimmg): “No alle gare per equivalenza terapeutica. Si vuole ‘controllare’ la mano del medico”

Milillo (Fimmg): “No alle gare per equivalenza terapeutica. Si vuole ‘controllare’ la mano del medico”

Gli effetti di un farmaco non sono sempre benefici, anche nei bambini. "Le reazioni da ipersensibilità a farmaci – spiega Roberto Bernardini, presidente della Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica (Siaip) e direttore della Uoc Pediatria presso l’Ospedale San Giuseppe di Empoli (Firenze) – rappresentano il 15-20% circa di tutte le reazioni avverse ai medicinali, mentre il rimanente 80-85% circa di tali manifestazioni è legato a situazioni per lo più prevedibili, come ad esempio quelle dovute a un sovradosaggio o a effetti collaterali dei farmaci stessi.

Le reazioni da ipersensibilità, a loro volta, si dividono in reazioni allergiche e non allergiche".

Le prime (IgE e non IgE mediate) – prosegue m- sono dovute ad un meccanismo patogenetico immunomediato, si presentano con quadri clinici ad inizio immediato come anafilassi, asma, orticaria, oppure a inizio tardivo come eruzione maculo papulare, esantema pustoloso, vasculite, anemia emolitica. Le reazioni non allergiche hanno alla loro base un meccanismo di tipo non immunologico.

Nella letteratura scientifica sono presenti vari studi sulla prevalenza delle reazioni da ipersensibilità a farmaci. Tali reazioni possono colpire fino al 20% dei pazienti ospedalizzati e fino al 7% della popolazione generale. "Questi dati – sottolinea il presidente della Siaip – devono però essere valutati criticamente in quanto le conclusioni della maggior parte di tali studi non si basano su un corretto iter diagnostico, per tale motivo è difficile sapere con certezza la reale prevalenza della ipersensibilità a farmaci". Inoltre, nel determinare anche una sovrastima del problema è presente il fatto che i farmaci possono contenere, oltre al principio attivo, allergeni alimentari (lisozima, proteine del latte), additivi (sodio benzoato, eritrosina) e proteine responsabili, in soggetti predisposti, "della comparsa di manifestazioni cliniche che talvolta vengono erroneamente attribuite al principio attivo".

Certo è che gli antibiotici appaiono sicuramente i farmaci maggiormente responsabili di reazioni da ipersensibilità e tra questi i betalattamici (in particolare le penicilline, seguite dalle cefalosporine), seguiti poi dai farmaci anti infiammatori non steroidei (Fans). "Anche questi – spiega Bernardini – devono essere valutati criticamente in quanto importante è anche conoscere come il farmaco viene usato: infatti un conto è avere

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