Obama contro Big Pharma

Obama contro Big Pharma

L’amministrazione Obama mira a velocizzare l’entrata in commercio di farmaci generici e a risparmiare così svariati miliardi di dollari nei prossimi anni. Il tutto tagliando la durata dei brevetti sui biologici e impedendo alle industrie di accordarsi fra loro su quando un equivalente debba essere commercializzato.

E’ quanto emerge dalle proposte per il budget 2012 presentate nei giorni scorsi dal presidente al Congresso Usa. Sono quindi due le ipotesi più ‘scottanti’, accolte con timore dalle aziende farmaceutiche: una consentirebbe alla Us Federal Trade Commission (Ftc) di mettere al bando gli accordi stretti fra società che commercializzano medicinali ‘griffati’ e quelle che producono copie ‘low cost’ per ritardare l’ingresso sul mercato proprio di queste versioni equivalenti a basso costo.

L’altra ha come obiettivo quello di accelerare la disponibilità di biosimilari, riducendo il periodo di esclusiva di mercato per i prodotti biologici di marca da 12 a 7 anni. John J. Castellani [nella foto a destra], presidente della Pharmaceutical Research and Manufacturers of America, ha commentato la notizia evidenziando che tutto ciò diminuirebbe incentivi cruciali per il futuro dell’innovazione medica negli Stati Uniti.

"Comprendiamo la necessità di ridurre il deficit – ha scritto Castellani in un comunicato – ma politiche come questa rappresentano un approccio sbagliato". Jim Greenwood, presidente della Biotechnology Industry Organization, è certo che le nuove norme non entreranno in vigore: l’industria biotech ha dimostrato di poter contare su una coalizione politica che supporta l’esclusività commerciale di 12 anni. "Ora abbiamo una maggioranza repubblicana alla Camera: non si tireranno indietro sul tema dei biosimilari. E nemmeno al Senato", assicura.

La Generic Pharmaceutical Association si dichiara in disaccordo solo sulla cancellazione degli accordi fra aziende branded e generiche, che considera "fuorviante": in fondo, questo tipo di accordi rimane vantaggioso, perché elimina il problema dei contenziosi sui brevetti, portando sul mercato versioni generiche in tempi comunque brevi. Ma secondo le stime, permettere alla Ftc di mettere al bando questi accordi potrebbe far risparmiare 9 miliardi di dollari in 10 anni.

Barbara Di Chiara – 16 Febbraio 2011 – Pharmakronos

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