OO.SS. Emilia Romagna. Un errore perseguire regole generalizzate di blocco dell’attività degli ISF

OO.SS. Emilia Romagna. Un errore perseguire regole generalizzate di blocco dell’attività degli ISF

La Regione Emilia Romagna, le Organizzazioni Sindacali, le Rappresentanze dei Medici e dell’Associazione Professionale FEDAIISF, hanno istituito un gruppo di lavoro paritetico sulla regolazione dell’informazione scientifica nelle strutture sanitarie affinché essa sia un valore aggiunto a tutto il sistema sanitario regionale.

Questo gruppo di lavoro ha ricercato le modalità con cui continuare ad informare i medici nella delicata fase della pandemia, ed ha costruito le modalità necessarie alla fase attuale.

In data 28 maggio è stato redatto un documento (pubblicato ufficialmente l’8 giugno) che delinea la ripresa lavorativa della figura professionale dell’informatore scientifico in Emilia Romagna.

Riscontriamo purtroppo dai lavoratori, che tale documento non è stato recepito al meglio dai Direttori delle Aziende Sanitarie di Bologna, differentemente da quanto è accaduto in tutti gli altri Territori.

Come OO.SS. riteniamo che le Direttive emanate dall’Ausl di Bologna riguardo l’informazione scientifica, che negano l’accesso in modo generalizzato a qualsiasi struttura sanitaria agli Informatori, non comprenda bene il senso del documento sopra citato, né l’importanza della relazione tra Medico ed Informatore Scientifico.

Riteniamo sia un errore perseguire regole generalizzate di blocco senza le opportune distinzioni fra situazioni specifiche, posticipando in maniera esagerata gli orizzonti temporali di una ricostituzione della relazione medico-informatore in presenza.

Non si comprende inoltre il senso di una gestione disgiunta in un unico Territorio, né con quali motivazioni si intenda interpretare in modalità tanto restrittiva una Delibera.

Crediamo che il ruolo dell’Informatore sia basilare per l’aggiornamento del personale medico, che attraverso la relazione costante, è sempre aggiornato sugli avanzamenti della ricerca scientifica, e contestualmente, temiamo le conseguenze sul futuro lavorativo di queste figure professionali, che hanno la “sfortuna” di operare sul Territorio bolognese e le cui aziende di riferimento potrebbero a breve decretarne l’esubero.

La stessa Farmindustria, a seguito di vari incontri con le Organizzazioni Sindacali, ha riconosciuto (in un articolo apparso recentemente sul Sole 24) l’importanza di una ripresa imminente del lavoro degli Informatori Scientifici del Farmaco in presenza nelle Strutture Sanitarie.

Auspichiamo una valutazione meno generalizzata della situazione nel territorio bolognese, ed il pieno riconoscimento della professionalità degli ISF.

La loro specifica preparazione in ambito sanitario permette loro di adottare rigorosamente tutte le norme di comportamento e le prescrizioni di sicurezza per ricominciare dove possibile l’attività in presenza .

FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL E.R.

Bologna, 17 giugno 2020

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