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OSFAR – OSSERVATORIO FARMACI. Cergas UniBocconi: la spesa farmaceutica non è insostenibile

Una prima evidenza è che l’insostenibilità della spesa farmaceutica è smentita dai dati. L’assistenza farmaceutica inoltre ha dato un contributo importante alla tenuta dei conti in sanità. Il secondo dato molto interessante è la consistente variazione del mix della spesa: più da aziende sanitarie e meno dalla distribuzione per tramite di farmacie

I dati OCSE evidenziano come in Italia la spesa sanitaria pubblica corrente procapite, pari nel 2012 a 2.524 $ PPA – Parità dei Poteri di Acquisto (Tabella 1), sia inferiore rispetto a Germania, Regno Unito e Francia, mentre è in linea con quella spagnola. I tassi di crescita di tale voce di spesa in Francia, Italia e Germania nel periodo 2000-2012 risultano allineati, mentre sono più elevati nel Regno Unito e in Spagna. Nell’intero arco temporale considerato (1990-2012) l’Italia ha il più basso tasso di crescita tra i Paesi presi in considerazione, con valori tra i più bassi anche se si fa riferimento all’ultimo periodo temporale (2000-2012).

Una prima evidenza è che l’insostenibilità della spesa farmaceutica è smentita dai dati.

L’assistenza farmaceutica ha dato un contributo importante alla tenuta dei conti in sanità. L’incidenza della spesa farmaceutica sulla spesa SSN, inclusi i farmaci acquistati dalle aziende sanitarie, è calata dal 18,2% nel 2011 al 15,3% nel 2013.

Il secondo dato molto interessante sui farmaci è la consistente variazione del mix della spesa, sempre più generata dagli acquisti da parte di aziende sanitarie e meno dalla distribuzione per tramite di farmacie aperte al pubblico. I farmaci acquistati da aziende sanitarie pubbliche rappresentano oggi il 47,5% della spesa complessiva per farmaci a carico del SSN (contro il 18,2% nel 2001). Se si considera che non vengono conteggiati i farmaci acquistati da strutture private accreditate, si può affermare che più delle metà della spesa non transita dalle farmacie (o vi transita attraverso la DPC). Il trend è in parte condiviso da altri Paesi: molti nuovi farmaci vengono lanciati sul mercato ospedaliero. Ma a questo si aggiunge la peculiarità tutta italiana delle forme alternative di distribuzione dei farmaci: nel 2014 DD e DPC rappresentavano circa il 37% di tutta la spesa per farmaci acquistati dalle aziende sanitarie.

Estratto da OSFAR n. 35

Leggi il Report 35 OSFAR – OSSERVATORIO FARMACI

Notizia correlata: AIFA 14/07/2015. Sfide per il futuro dei sistemi sanitari e analisi dei trend della spesa farmaceutica nei Paesi dell’area OCSE e in Italia

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