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Parlamento UE vota risoluzione per la sospensione della Direttiva sulle acque reflue urbane

La decisione dopo il forte appello del Consiglio Sanità ad una rivalutazione della normativa

La decisione dopo il forte appello del Consiglio Sanità ad una rivalutazione della normativa

Egualia 18 giugno 2026

Via libera del Parlamento UE con 294 voti a favore, 245 contrari e 28 astensioni alla risoluzione – sostenuta da Medicines for Europe – che rispecchia la crescente preoccupazione che l’attuale testo della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane UWWTD (Urban Waste Water Treatment Directive) sia stato redatto su prove scientifiche insufficienti e possa avere gravi conseguenze indesiderate sulla disponibilità e l’accessibilità economica dei farmaci in Europa.

Due le richieste fondamentali contenute nella risoluzione:

– sospensione immediata del regime EPR e dell’obbligo di trattamento quaternario;

– realizzare una valutazione d’impatto indipendente entro il 2026 con il supporto del comitato per i medicinali per uso umano (quindi rappresentanti dei Ministri della Salute) e dell’EMA.

Il voto giunge dopo un forte appello del Consiglio Sanità, in cui 17 Stati membri hanno richiesto nuove evidenze sull’accesso e la disponibilità dei farmaci prima di qualsiasi attuazione.

«Il voto odierno invia un messaggio chiaro: l’Europa non può mettere a rischio l’accesso ai medicinali essenziali per milioni di pazienti sulla base di una metodologia errata e di una base di prove inadeguata – ha commentato Adrian van den Hoven, Direttore Generale per i Medicinali di Medicines for Europe –. Dopo un forte appello da parte dei Ministri della Salute, il Parlamento ha riconosciuto la necessità di sospendere l’attuazione e rivalutare l’impatto reale di queste misure. La Commissione dovrebbe ora dare seguito a tale appello sospendendo temporaneamente l’attuazione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per effettuare una revisione completa del sistema EPR, compresa la sua metodologia, le ipotesi economiche e il potenziale impatto sulla fornitura di medicinali».

 

Redazione Fedaisf

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