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Circa due anni fa l’OMS valutò il nostro Sistema Sanitario Nazionale il secondo, nel mondo, per la qualità dei servizi erogati al cittadino. La diffusione capillare dei medici di medicina generale, dei pediatri di base, la presenza di ospedali e presidi di pronto soccorso anche nei paesini meno popolati, l’utilizzazione delle risorse (al di là di inevitabili storture legate all’avidità della natura umana che non bisognerebbe mai stancarsi di evidenziare), ha permesso a noi italiani di diventare il paese con la maggiore aspettativa di vita ed il minore tasso di mortalità infantile del mondo occidentale. Solamente in Francia, in quel momento, era attivo un sistema sanitario migliore di quello italiano. Poiché però, in quel paese, la spesa media per cittadino era molto più elevata, il nostro SSN rappresentava nel mondo un modello assolutamente all’avanguardia.

 

L’esigenza di contenimento della spesa corrente, che dopo anni disinvolti ha visto lievitare enormemente il nostro debito pubblico, insieme ai vincoli di bilancio imposti dall’Europa, ha costretto a robusti tagli della spesa che non potevano non toccare anche le risorse destinate alla salute. Ciò ha prodotto un significativo decremento della qualità dei servizi erogati agli ammalati.

 

Insieme alle altre iniziative volte a risparmiare risorse, i nostri legislatori hanno imposto l’introduzione del farmaco generico attraverso un sistema che consente di considerare un farmaco equivalente all’originale (coperto da brevetto) anche se tra gli stessi viene evidenziata una differenza del 20%. Inoltre questa presunzione legale di equivalenza non è stata mai evidenziata clinicamente (nonostante il farmacista spesso non usi il termine equivalente bensì "sono la stessa cosa") perché l’equivalenza si riferisce al principio attivo, non all’insieme degli altri componenti ed alla tecnologia farmaceutica che alla fine consentono a quel prodotto di essere considerato a tutti gli effetti farmaco, quindi coperto dal relativo brevetto.

 

Che il generico non sia la copia esatta del farmaco a cui fa riferimento, d’altronde, lo stanno talvolta scoprendo a loro spese gli stessi utilizzatori. Polveri che non si sciolgono, capsule vuote, mancata efficacia, incremento di reazioni avverse talora anche gravi, come segnalato dai medici dei presidi di emergenza. Purtroppo questi episodi avvengono anche più frequentemente negli ospedali che acquistano con gare al ribasso e nei quali, a

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