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PIANI TERAPEUTICI

La crescente disponibilità di terapie innovative in grado di migliorare la gestione del diabete di tipo 2 si scontra con il limite oggettivo dei piani terapeutici. Una modalità di controllo se, da un lato, si associa al vantaggio di assicurare un rapporto continuativo tra paziente e centro diabetologico di riferimento, dall’altro, di fatto, riduce l’accessibilità ai farmaci sviluppati più di recente e sovraccarica le strutture specialistiche di un lavoro extra, non necessario. «Il tempo dei piani terapeutici deve definitivamente passare, una volta per tutte, in questo Paese» afferma Claudio Cricelli, presidente Simg. «Soprattutto, perché non sono utili per controllare la spesa farmaceutica. Chiunque vada a verificare l’andamento delle prescrizioni vede che è in continua crescita, quindi sostanzialmente libero, e con considerevoli disparità tra le diverse Regioni. Il che significa, fondamentalmente, che i piani terapeutici non funzionano come dovrebbero. La Simg sta, quindi, chiedendo all’Aifa che, ufficialmente, tutti i farmaci che hanno una reale utilità possano essere prescritti, salvo il verificare che ciò avvenga con accuratezza. Questa politica deve valere sicuramente per i nuovi antidiabetici, ma più in generale per tutti i medicinali necessari». «È comprensibile» aggiunge Edoardo Mannucci del Servizio di Diabete-Dipartimento Malattie cardiovascolari dell’AO Universitaria di Careggi (Firenze) «che nel tentativo di contenere la spesa farmaceutica si tenda a limitare la prescrizione dei farmaci più recenti e mediamente più costosi e che si proceda a controlli sull’appropriatezza. Quel che non è ammissibile, a mio avviso, è che si facciano passare questi controlli sulla spesa come controlli sulla sicurezza, ben sapendo i due tipi di monitoraggio non hanno alcuna relazione tra loro. Al contrario, le limitazioni prescrittive interferiscono con la qualità dell’assistenza perché impediscono di sviluppare quella strategia di gestione multidisciplinare integrata tra specialisti e medici sul territorio raccomandata dalle linee guida e indispensabile per alleggerire il carico di lavoro sulle strutture specialistiche, già congestionate», r. f. 

Il Giornale del Medico del 12/03/2009  N.5 – 2 MARZO 2009  p. 9

AF

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