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Quando le statistiche vengono dal marketing. “Informatori: incontri video più efficaci di quelli di persona”

Su “Daily Health Industry” del 28 luglio è stato pubblicato l’articolo dal titolo: “Informatori: incontri video più efficaci di quelli di persona”. Ne riportiamo il testo.

Gli incontri video tra informatori e medici sarebbero tre volte più efficaci rispetto alle interazioni di persona, quando si tratta di nuove prescrizioni. A evidenziarlo è un report della società Veeva Systems, che ha analizzato i dati di 130 milioni di interazioni tra l’80% delle aziende biotech e farmaceutiche a livello globale.

Tra i motivi di questo vantaggio c’è il fatto, secondo Veeva, che le videochiamate sono più lunghe, tendendo a durare, in media, 21 minuti, con gli informatori che usano contenuti nell’85% delle riunioni video rispetto al 39% di quando incontrano i medici di persona.

Secondo il report, quasi il 30% delle interazioni con gli operatori sanitari è per via digitale, un cambiamento significativo rispetto alla stima del 5%, prima della pandemia. Infine, da quanto mostrato dal report, gli informatori interagiscono con gli operatori sanitari per il 73% di persona, per il 18% tramite e-mail, per il 5% al telefono e per il 3% in video.

Evidentemente una soluzione fantastica! Ma bisogna chiedersi chi è Veeva Systems.

Veeva Systems Inc. è un’azienda che si è specializzata nello sviluppo di soluzioni aziendali in cloud per l’industria del life science. Veeva vanta, dicono sul loro sito internet, più di 1000 clienti, che vanno dalle maggiori aziende farmaceutiche del mondo fino alle aziende biotecnologiche emergenti. Veeva ha sede nell’area della Baia di San Francisco, con uffici in Nord America, Europa, compresa Italia, Asia e America Latina. veeva.com/eu.

Le soluzioni dell’azienda comprendono software cloud, dati e consulenza aziendale che sono progettati per soddisfare le esigenze dei suoi clienti e le loro funzioni aziendali strategiche, dalla ricerca e sviluppo (R&S) alla commercializzazione. Le soluzioni cloud dell’azienda per l’industria delle scienze della vita sono raggruppate in due aree di prodotti: Veeva Commercial Cloud e Veeva Vault.

Peter P. Gassner (nella foto) è il fondatore di Veeva Systems, Inc. Attualmente, Gassner è amministratore delegato e direttore di questa azienda. Gassner è anche nel consiglio di amministrazione di Zoom Video Communications, Inc. In passato ha occupato la posizione di direttore indipendente presso Guidewire Software, Inc., vicepresidente senior della tecnologia presso salesforce.com, inc. e capo architetto e direttore generale presso PeopleSoft, Inc. Il signor Gassner si è laureato presso la Oregon State University. Fonte:  https://it.marketscreener.com/leader-finanza/Peter-Gassner-5728/biografia/

Il CEO di Veeva Systems Inc., con sede a Pleasanton, percepisce uno stipendio di $ 325.000 all’anno. Il compenso totale è di 88,1 milioni di dollari sulla base di una cessione di stock option che matura dal 2020 al 2025. I dati provengono da un sondaggio preparato per il San Francisco Business Times da Equilar Inc. Gassner è in cima alla lista dei CEO più pagati nella Greater Bay Area, battendo i suoi colleghi esecutivi che abbracciano lo stesso settore di finanza e servizi. Forbes gli accredita un patrimonio di 3,8 miliardi di dollari.(N.d.R.: evidentemente il business Veeva rende bene).

Veeva afferma di aver analizzato 130 milioni di interazioni a livello globale. Il dato in se non significa alcunché perché i sistemi sanitari dei vari Paesi possono anche essere molto diversi. Il sistema sanitario negli USA è molto diverso da quello italiano. In America l’aspetto sanitario è basato sostanzialmente sul privato e l’assistenza farmaceutica è prevalentemente commerciale: si può fare per esempio pubblicità diretta di farmaci al pubblico, gli informatori si chiamano “sales rappresentatives” perché fanno anche vendita. Il nostro invece è un Servizio Sanitario Nazionale, universalistico e solidarista e l’accesso alle cure mediche, comprese le farmaceutiche, dovrebbe essere un diritto e non un privilegio, ciò comporta regole completamente diverse.

Visto che Veeva definisce i medici “clienti” evidenzia una concezione americanocentrica non applicabile in Italia. L’articolo di Veeva è semplicemente una strategie di comunicazione e di pubbliche relazioni a sostegno del marketing, cioè per vendere il suo mirabolante prodotto.

In Italia la statistica fatta dalla Fimmg ci dice che l’88% dei medici di medicina generale considera il contatto da remoto del tutto sgradito. I dati non coincidono con i venditori di sistemi d’informazione da remoto. Chissà perché?

 

Redazione Fedaiisf

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