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Reggio Calabria, i primi cento informatori scientifici d’Italia si sono vaccinati

Grazie all'opera di sensibilizzazione di Fedaiisf Calabria gli ISF sono inseriti nella prima fascia di vaccinazione anno Covid-19

Informatori Scientifici del Farmaco. Qualcuno ha perso la vita sul campo, altri dopo la terapia intensiva lottano ancora contro il Coronavirus. Sono in prima linea divisi tra ospedali e studi medici ed ecco perché non hanno esitato a vaccinarsi lanciando anche un messaggio importante

Oggi Reggio Calabria ha un primato importante, i primi cento informatori medico scientifici si sono vaccinati all’ospedale Tiberio Evoli di Melito Porto Salvo. «Questo è il risultato di una battaglia importante – ha confermato il primo vaccinato Fancesco Puntillo, delegato Fedaiisf ai rapporti con l’ordine dei medici (nella foto sopra) – oggi per la prima volta in Italia cento informatori scientifici si sono vaccinati contro il Covi. Tutto parte da lontano, abbiamo fatto una richiesta al Governo nazionale che è stata accolta e, immediatamente la direzione sanitaria dell’Asp di Reggio Calabria e dell’ospedale di Melito si sono attivati per portare a termine questo prima grande passo».

Un settore estremamente delicato e una professione, quella degli informatori scientifici, che in questo anno di pandemia non è stato risparmiata. Qualcuno ha perso la vita sul campo, altri dopo la terapia intensiva lottano ancora contro il Coronavirus. Sono in prima linea divisi tra ospedali e studi medici ed ecco perchè non hanno esitato a vaccinarsi lanciando anche un messaggio importante.

«La categoria degli informatori medico scientifici – conferma Puntillo – rappresentano l’informazione scientifica, la cultura scientifica quindi noi siamo da esempio insieme a tutta la classe medica. Vogliamo e dobbiamo a tutti i costi debellare questo oscurantismo, di questa arretratezza culturale affinché si superino tutte le forme di scetticismo create sull’onda della disinformazione nella popolazione».

Adesso tocca al resto del paese adeguarsi all’approccio reggino riconoscendo questa categorie tra quelle maggiormente esposte e, quindi, a rischio, vaccinando e mettendo in sicurezza questi professionisti. «Il primo passo in tutta Italia lo abbiamo compiuto a Reggio – conclude Puntillo – il prossimo step sarà allargarlo alle altre province calabresi ed essere da esempio, questa volta la Calabria si contraddistingue per una battaglia di civiltà, per il resto del paese. Siamo la categoria più qualificata a mettere d’accordo le istituzioni sul territorio e questa è una battaglia che va compiuta in tal senso».


 

Redazione Fedaiisf

Promuovere la coesione e l’unione di tutti gli associati per consentire una visione univoca ed omogenea dei problemi professionali inerenti l’attività di informatori scientifici del farmaco.

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