Sandoz Rovereto delocalizza in Cina e India, 18 licenziati

Sandoz Rovereto delocalizza in Cina e India, 18 licenziati

Coppola (futura). Sandoz Rovereto (tn) «preoccupazione per i dipendenti e il loro futuro occupazionale»

Opinione – 14 giugno 2019  

Sandoz, divisione del Gruppo Novartis, è tra i leader mondiali nel settore dei farmaci generici equivalenti e nei biosimilari.

I vertici dello stabilimento roveretano hanno annunciato nelle ultime ore di aver avviato la procedura di mobilità per il licenziamento di 18 dipendenti, in quanto la cessazione della produzione della Tiamulina, a causa del mancato rinnovo del contratto di fornitura, comporterà una riduzione di circa il 60% dei volumi produttivi degli ultimi tre anni.

Lo stabilimento occupa attualmente 150 dipendenti, nonostante fosse stato stipulato un accordo tra Sandoz, Provincia autonoma di Trento e sindacati, che prevede la soglia minima di 160 addetti: siamo già di 10 unità sotto il tetto previsto, alle quali ora si aggiungono le 18 persone licenziate.

Si ricorda inoltre che Novartis ha deciso di spostare in Cina la produzione di Tiamulina, che copre circa il 70% dell’attività roveretana. Ha inoltre avviato in India uno stabilimento per la produzione di acido clavulanico. Tra entrambi i prodotti si può valutare che la Sandoz subirà un calo di produzione del 75%.

Si apre una concreta possibilità di rilancio della produzione con un farmaco antirigetto, ma ci vorrà molto tempo per la trasformazione degli impianti e si valuta che il volume di attività non giustificherà il mantenimento di tutti i posti di lavoro.

Oltre alle 18 persone che si sono dimesse volontariamente, rimane alta la preoccupazione dei sindacati su quello che accadrà dopo la fine del processo di trasformazione dell’impianto che richiederà un anno e mezzo di lavoro, al termine del quale bisognerà capire quante persone potranno rimanere a lavorare presso la Sandoz.

Tutto ciò premesso si interrogano il presidente della Provincia di Trento e l’assessore competente per sapere:

  • se sia nelle loro intenzioni aprire un tavolo di confronto con i sindacati e i vertici Sandoz sulle prospettive occupazionali dello stabilimento dopo la trasformazione;
  • se intendano far rispettare l’accordo stipulato con i sindacati e Sandoz, che prevede il mantenimento di un numero minimo di 160 addetti.

 

Cons. della Provincia Autonoma di Trento Lucia Coppola


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