Scandalo latte in polvere, ecco di quali marche. Siamo tutti a “rischio” corruzione. Cosa dice la legge

Scandalo latte in polvere, ecco di quali marche. Siamo tutti a “rischio” corruzione. Cosa dice la legge

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N.d.R.: gli informatori scientifici del farmaco sono quelli il cui profilo è delineato dal D.Lgs. 219/06art. 122.

Gli agenti di vendita di latte in polvere per neonati NON sono Informatori scientifici del farmaco. Non ne hanno i requisiti di legge né l’inquadramento contrattuale né il latte è un farmaco.

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Latte in polvere in cambio di regali, ecco di quali marche

L.Cre. – 22 novembre 2014 – ITALIA  IL SECOLOXIX

La Spezia – Quello dei benefit quale contropartita delle prescrizioni è un sistema tristemente e pericolosamente diffuso a livello nazionale e coinvolge, di fatto, l’intero panorama delle case farmaceutiche, presentandosi quali prassi ormai collaudata».

Le accuse del gip di Pisa, Guido Bufardeci, contenute nell’ordinanza che ha portato agli arresti domiciliari diciotto persone, tra informatori scientifici, medici pediatri e manager di aziende farmaceutiche, con l’accusa di corruzione, ha almeno due aspetti di estrema gravità: il primo è che, in questo caso, i pediatri avevano il compito di convincere le neomamme ad allattare i propri figli con latte in polvere anziché quello materno, ricevendo in cambio viaggi, smartphone, tablet e televisori.

Il secondo, è nelle parole dei giudici: «Prassi ormai collaudata». Frasi che scatenano le più disparate reazioni, tra colpevolisti e innocentisti. «Ma mi chiedo come possano medici pediatri andare contro l’etica della professione, contro unanimi pareri scientifici e contro le indicazioni del ministero della Salute per convincere le mamme ad usare latte artificiale in polvere al posto di quello materno. Il tutto per guadagnare regali di lusso e viaggi gratuiti, sulla pelle di bambini appena nati», commenta a proposito il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Diciotto le persone coinvolte nell’operazione condotta dalla procura di Pisa e dai Nas di Livorno:

Michele Masini, dirigente d’azienda, di 50 anni, di Limbiate (Monza) e

gli informatori scientifici Dario Boldrini, 33 anni, e Valter Gandini, 70 anni, entrambi di Pisa, Vincenzo Ruotolo, 64 anni, di Grottammare (Ascoli), Gianni Panessa, 59 anni, di Livorno e Giuliano Biagi, 35 anni, di Massa.

I medici arrestati sono i primari Stefano Parmigiani, 57 anni, dirigente dell’ospedale Sant’Andrea della Spezia , e Roberto Bernardini, 57 anni, residente a Calcinaia (Pisa), dirigente dell’ospedale San Giuseppe di Empoli (Firenze), e i pediatri di base Maurizio Petri, 64 anni, di Cascina (Pisa), Fabio Moretti, 61 anni, di Chianni (Pisa) con ambulatorio a Pontedera (Pisa), Marco Granchi, 61 anni, di Pontedera, con ambulatorio a Ponsacco (Pisa), Claudio Ghionzoli, 63 anni, di Pisa con ambulatorio a Cascina, Renato Domenico Cicchiello, 66 anni, di Livorno, Gian Piero Cassano, di Lido di Camaiore (Lucca) con ambulatorio a Viareggio (Lucca), Marco Marsili, 59 anni, di Piombino (Livorno), Roberto Rossi, 62 anni, di Palaia (Pisa) con ambulatorio a Capannoli (Pisa), Eros Panizzi, 61 anni, di Peccioli (Pisa) e Luca Burchi, 59 anni, di Volterra (Pisa).

Secondo l’accusa, si era creato un giro di mazzette per centinaia di migliaia di euro utilizzati per pagare i regali ai medici (tutti apparecchi elettronici di ultima generazione) e viaggi in mete turistiche (Sharm el Sheik, India, Stati Uniti, Parigi, Londra, Istanbul e Crociere nel Mediterraneo e nord Europa), ma anche contributi per la realizzazione di convegni scientifici che, si sa, danno punteggi ai medici. «Lei dottore più ci soddisfa, noi più la soddisfiamo», dice uno degli arrestati, in un’intercettazione telefonica. E in questa frase starebbe l’intera vicenda.

«Le società coinvolte nelle pratiche corruttive – elenca il gip – sono risultate la Dietetic Metabolic food (Dmf), la Mellin e, per un unico caso, la Humana Italia. Tutte le società producono latte e prodotti per la prima infanzia, che i medici assumono l’impegno di prescrivere nei propri ambulatori o, laddove si tratta di primari ospedalieri, mediante inserimento massiccio nei cosiddetti turni attraverso i quali vengono proposti alle mamme che partoriscono, presso i reparti, le marche dei prodotti da utilizzare, incentivandone in tal modo la diffusione e le vendite».

Nel caso del primario di Pediatria e neonatologia dell’ospedale Sant’Andrea della Spezia, Stefano Parmigiani, l’accusa è di «prescrivere in via preferenziale prodotti della Dmf» dietro «consegna di una somma non meglio precisata sottoforma di contributo al congresso medico» tenuto a Portovenere il 4 e 5 ottobre 2013 e un «ulteriore contributo» per un congresso alla Spezia.

In un’intercettazione telefonica, Parmigiani dice al suo interlocutore (Boldrini): «Io volevo proporvi, se vi interessava, gli ultimi due mesi… se vi interessava no? Gli ultimi due mesi di… novembre e dicembre e i primi tre mesi di gennaio, se siete interessati».

Ovvero, secondo l’accusa, la promessa di somministrare latte artificiale tra la fine del 2012 e il 2013.

E ancora: «E mi servirebbe sapere anche qualcosa, avevamo già discusso, per quello del 30 di novembre», ovvero il convegno organizzato alla Spezia, e che lo vedeva quale responsabile scientifico e moderatore. Quali siano le somme non è provato e non c’è certezza che poi, la somministrazione di latte artificiale, sia realmente avvenuta. Su questi punti si baserà la difesa del primario

Scandalo latte artificiale. Siamo tutti a “rischio” corruzione

23 novembre 2014 – quotidianosanità.it

23 NOV – Gentile direttore,
lo scandalo del latte artificiale con i conseguenti 18 arresti di medici, informatori scientifici e dirigenti d’azienda rende urgente e ineludibile un dibattito pubblico sulla relazione tra professionisti e sponsor commerciali che, con i loro informatori, entrano ogni giorno nei nostri studi per promuovere la vendita dei loro prodotti.
Non nascondiamoci dietro un dito pensando che sia solo un problema di professionalità, deontologia  e di moralità personali perché,  fermo restando lo squallore e la sciatteria inqualificabili dei protagonisti da quello che emerge dalle intercettazioni telefoniche pubblicate e fermo restando che contro i reati riscontrati dovrà procedere la magistratura, il condizionamento da parte degli sponsor è da ritenere comunque deontologicamente non accettabile.

E’ esperienza di noi tutti l’aver partecipato a congressi nazionali, internazionali, di un solo giorno o a corsi tematici con la sponsorizzazione e non per questo ci siamo sentiti oggetto di corruzione ma è pur vero che abbiamo provato disagio quando l’informatore tornava nel nostro studio a caldeggiare più vivacemente i suoi prodotti alludendo alla nostra partecipazione “offerta”

Dobbiamo criticare un sistema ECM che permette che ci sia la “sponsorizzazione” degli eventi formativi ed il “reclutamento” dei medici a tali eventi sotto forma di iscrizione, spese di viaggio e permanenza perché ciò comporta un condizionamento più o meno esplicito del professionista e inoltre lo Sponsor, reclutando in modo discrezionale l’utenza, sicuramente non soddisfa le reali esigenze formative dei medici. Inoltre c’è il rischio che i  Provider che organizzano gli eventi formativi sponsorizzati non offrano solo spazi pubblicitari alle aziende ma rischino di mettere nel programma scientifico dei riferimenti più o meno occulti a quel tipo di farmaco o di latte dell’azienda sponsor .

Ma è possibile una formazione veramente indipendente per un medico che voglia seguire un proprio percorso senza ricorrere agli sponsor? Io credo di si se potesse attingere liberamente alle banche dati mondiali telematiche delle pubblicazioni scientifiche che ora richiede costosi abbonamenti alle riviste e accanto si programmasse una formazione sostenuta da fondi pubblici e organizzata da Istituzioni classicamente deputate alla formazione medica.
La critica al sistema degli ECM dovrebbe coinvolgere le Società Scientifiche, le Associazioni Mediche, i Sindacati che, invece di costituirsi Provider, dovrebbero fare da cassa di risonanza alle istanze di una formazione medica indipendente scevra da condizionamenti commerciali per ribadire la integrità sociale, professionale deontologica e culturale della figura del medico.
Rossana Vitolo
Pediatra di Famiglia

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La promozione del latte artificiale

L’articolo 7 del Decreto Ministeriale 500 del 1994 prevedeva che “la pubblicità degli alimenti per lattanti può essere attuata solo mediante pubblicazioni specializzate in puericultura e tramite pubblicazioni scientifiche”, evitando in ogni caso di lasciar “sottintendere o avvalorare la tesi secondo cui il latte artificiale sia equivalente o migliore del latte materno”. Con il Decreto del 22 febbraio 2005, n. 46, il Ministero della Salute ha sancito una nuova regolamentazione, ancora più severa, sulla pubblicità e sulla vendita degli alimenti per neonati . Il nuovo articolo 7 stabilisce che è vietata:

  • Qualsiasi forma di pubblicità degli alimenti per neonati, incluse anche quelle su riviste scientifiche, pubblicazioni specializzate in puericultura, in occasione di congressi, convegni, esposizioni e stand, negli studi medici e nei punti vendita;
  • La distribuzione di campioni gratuiti, a basso prezzo e di omaggi alle donne incinte, alle madri e ai membri delle famiglie, attraverso medici e informatori sanitari;
  • La donazione di alimenti per neonati a istituzioni e figure professionali;
  • Il ricorso a manifestazioni scientifiche e congressi per promuovere la vendita di alimenti per lattanti.
  • ( continua … )

DECRETO 22 febbraio 2005, n.46 «Art. 7 (Pubblicità alimenti per lattanti). – 1. E’ fatto divieto:
a) di ogni forma pubblicitaria degli alimenti per lattanti, ivi comprese quelle su riviste scientifiche, pubblicazioni specializzate in puericultura, in occasione dello svolgimento di convegni,  congressi, stand ed esposizioni, negli studi medici, nei punti di vendita, nonche’ attraverso il materiale informativo e didattico;
b) di ogni forma di distribuzione di campioni gratuiti o a basso prezzo o di altri omaggi di alimenti per lattanti alle donne incinte, alle madri e ai membri delle famiglie, direttamente o indirettamente attraverso il sistema sanitario, ovvero attraverso i medici e gli informatori sanitari;
c) di donazioni di qualsiasi forma e tipo e di forniture gratuite di alimenti per lattanti e di attrezzature a istituzioni, figure professionali o altre organizzazioni preposte alla nascita e alla
cura del lattante;
d) di ricorrere ad altri sistemi diretti e indiretti, ivi compresi la sponsorizzazione e il contributo economico di qualsiasi genere e in qualsiasi forma alla organizzazione o alla partecipazione
a congressi e manifestazioni scientifiche – fatta eccezione per i congressi proposti dalle società scientifiche accreditate e autorizzati dal Ministero della salute – finalizzati a promuovere la
vendita degli alimenti per lattanti direttamente presso il consumatore nella fase del commercio al dettaglio, che comprende la vendita a domicilio o per corrispondenza, le esposizioni speciali, la
concessione di buoni sconto, le vendite speciali, le vendite promozionali e le vendite abbinate al prodotto;
e) di attribuire il riconoscimento di crediti formativi per l’Educazione Continua in Medicina (ECM) per gli operatori sanitari che partecipano agli eventi formativi organizzati con il contributo,
a qualsiasi titolo, da parte delle aziende che producono o commercializzano prodotti sostitutivi del latte materno.

DECRETO LEGISLATIVO N° 111 DEL 27 GENNAIO 1992

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