Scoperte e invenzioni scientifiche che in realtà non lo erano. Lo smalto antistupro

Scoperte e invenzioni scientifiche che in realtà non lo erano. Lo smalto antistupro

La storia è piena di esempi di articoli scientifici prima pubblicati e poi ritirati. Ecco gli esempi più curiosi

di Federico Baglioni – settembre 1, 2014 – WIRED

Nel 2013 uscì uno studio che sembrava dimostrare una relazione tra narcolessia e vaccino contro il virus H1N1. Recentemente, invece, l’articolo è stato ritirato perché gli stessi autori non riuscivano a riprodurre l’esperimento. Un buco nell’acqua che si aggiunge a una lunga lista di scoperte scientifiche e teorie che poi sono state ritrattate. A volta a mancare sono prove sostanziali, altre volte sono i singoli scienziati o l’intera comunità scientifica che, abbagliati ed entusiasmati da una teoria, se ne affezionano, cadendo nella cosiddetta scienza patologica. Non mancano, però, casi di cattiva scienza, dove ricercatori o veri e propri ciarlatani falsificano o inventano i dati per supportare teorie rivoluzionarie. Ecco alcuni degli esempi più curiosi.

I raggi N di Blondlot
Nel 1903, il fisico francese Blondlot sostenne di aver scoperto un nuovo tipo di radiazioni: i raggi N. L’esistenza di questi raggi venne sostenuta da numerosi altri colleghi, ma un anno più tardi, la comunità scientifica si rese conto che era stato un abbaglio. Blondlot, invece, morì credendo ciecamente nelle sue teorie.

L’etere e la propagazione della luce
Se la luce è un’onda, in che mezzo si propaga? Per dare una risposta a tale domanda molti fisici dell’Ottocento ipotizzarono l’esistenza dell’etere luminifero, un mezzo invisibile presente in tutto l’universo. Per decenni la teoria fu accettata con assoluta certezza, fino alla smentita nel 1887, ad opera dei fisici Michelson e Morley.

La scoperta dell’acqua anomala
Nel 1962 il fisico Fedjakin disse di essere riuscito a ottenere un’acqua anomala, con proprietà singolari. Science la chiamò “Poliwater”, pensando che si potesse trattare di una forma polimerica dell’acqua. Nel 1970 la doccia fredda (è proprio il caso di dirlo): la poliacqua altro non era che acqua contaminata.

Il miraggio della fusione nucleare fredda
A una conferenza nel 1989 due ricercatori, Fleischmann e Pons, annunciarono di essere riusciti a ottenere in un semplice contenitore di vetro una fusione nucleare fredda. Lo studio fu accolto con grande fermento, ma la favola durò poco: qualche mese dopo i risultati furono giudicati privi di fondamento. E la fusione fredda è ancora oggi un miraggio.

Schön e i circuiti elettrici molecolari
Il giovane fisico Schön tra il 2000 e il 2001 fu autore di alcuni articoli che facevano pensare a una rivoluzione elettronica: circuiti elettrici formati non da fili, ma da catene molecolari. Alcuni grafici sospetti spinsero l’Università di Stanford ad aprire una commissione. Nonostante il fisico cercasse di difendersi, l’esito fu impietoso: su 77 pubblicazioni, 24 probabilmente erano state manipolate e 16 erano sicuramente fraudolente.

Lysenko e la genetica antidarwiniana
L’agronomo Lysenko era un critico della genetica di Darwin e Mendel e credeva che i caratteri acquisiti potessero essere trasmessi ereditariamente. La sua genetica, vicina al lamarckismoe chiamata miciurinismo, fu apertamente appoggiata dal regime Stalinista nel 1935. Diventata la biologia ufficiale dell’Unione Sovietica, causò una catastrofe per la produzione agricola. Solo nel 1965 l’Accademia delle Scienze considerò il miciurinismo una teoria infondata.

Gli studi sul cancro di Sudbø
A ottobre 2005 il medico John Sudbø pubblicò un articolo sul Lancet che dimostrava come i Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei) provocassero un aumento delle malattie cardiovascolari, obbligando a ripensare l’uso prolungato di tali farmaci. Un’apposita commissione d’inchiesta ha verificato a poco più di sei mesi di distanza che tutti i dati (e molte delle sue pubblicazioni) erano completamente inventati.

Nikola Tesla e la super arma
Nikola Tesla nel 1937 scrisse un trattato dove sosteneva di aver capito come produrre fasci di particelle cariche ad alta energia. Un’arma innovativa e micidiale chiamata raggio della morte che, si dice, fu lo stesso Tesla a presentare a vari governi. Non esistono prove della realizzazione (o anche solo la fattibilità) di quest’invenzione, che pare una vera e propria bufala.

La prova dell’omeopatia
Nel 1988 il medico Benveniste pubblicò su Nature uno studio secondo cui l’acqua, grazie a particolari modifiche strutturali, aveva una memoria. Il clamore era troppo e fu la stessa rivista a nominare una commissione d’indagine. Nonostante i numerosi tentativi falliti nel riprodurre l’esperimento, la memoria dell’acqua viene ancora ricordata come dimostrazione scientifica dell’omeopatia.

Gli studi giapponesi sull’Rna
Tra il 1998 e il 2004 il professore di chimica Taira pubblicò una decina di articoli sull’Rna interference, che suscitarono numerose critiche per l’impossibilità di riprodurre gli esperimenti e si scoprì che non erano più disponibili né i campioni, né gran parte dei dati grezzi richiesti dalla commissione d’inchiesta. Secondo l’Università di Tokyo quegli esperimenti non sono mai stati eseguiti.

 

La mezza bufala dello smalto che cambia colore per proteggerti da uno stupro

01/09/2014 – di Valentina Spotti – Giornalettismo

L’hanno inventato quattro studenti americani e la notizia è diventata virale in questi giorni, ma…

Uno smalto per unghie speciale che avvisa chi lo indossa di un possibile tentativo di stupro che potrebbe compiersi di lì a poco. La notizia si è diffusa rapidamente sul web negli ultimi giorni ed è diventata virale, raccogliendo l’approvazione delle donne e delle ragazze di mezzo mondo. Ma quello che è già stato definito come un efficientissimo dispositivo anti-violenza, purtroppo, non agirebbe come promette. Per lo meno non ancora.

«BASTA UN DITO NEL TUO DRINK» – Questi i fatti: negli ultimi giorni di agosto comincia a circolare sul web la notizia di quattro studenti della North Carolina State University, inventori Undercover Colors, uno smalto per unghie che permetterebbe alle donne di controllare il contenuto del proprio bicchiere, per verificare che questo non contenga una delle cosiddette “droghe da stupro”. L’invenzione prende le mosse da innumerevoli casi di cronaca degli ultimi anni, che hanno visto giovani donne violentate dopo essere state stordite con potenti farmaci o sostanze stupefacenti mescolate a loro insaputa al drink che era stato loro offerto mentre si trovavano a una festa o durante un appuntamento. Da qui, l’idea di creare uno smalto per unghie “rivelatore”, in grado di cambiare colore se messo a contatto con queste sostanze, semplicemente infilando la punta di un dito nel bicchiere: qualche secondo e, se lo smalto cambia tono, meglio mettersi al sicuro e avvisare le autorità.

FALSI POSITIVI – In molti purtroppo, si sono dimenticati di sottolineare che questo smalto sarebbe ancora a uno stadio sperimentale: in fase di test, infatti, Undercover Colors avrebbe restituito come risultato parecchi falsi positivi – ovvero avrebbe segnalato nella bevanda la presenza di sostanze anche quando non c’era nulla – e, sopratutto, funzionerebbe solo con un numero limitato di “droghe da stupro”, troppo poco per riuscire a coprire tutta la gamma delle sostanze, dal Rohypnol allo Xanax passando per il GHB, e che vengono solitamente utilizzate per stordire le potenziali vittime. Questo dettaglio, sottolinea Caitlin Dewey sul Washington Post, fa dello smalto antistupro «un interessante titolo giornalistico, ma uno strumento molto meno utile di quello che possa sembrare».

«BUONE INTENZIONI, MA…» – Non è detto, comunque, che con il tempo l’invenzione possa evolversi e raffinarsi, riuscendo a identificare realmente la presenza di droghe nel bicchiere. «Ci siamo voluti concentrare su qualcosa che potesse costituire un elemento di prevenzione – aveva detto qualche mese faAnkesh Madan, uno dei quattro studenti che hanno realizzato Undercover Colors – Tutti siamo stati vicini a qualcuno che ha avuto una terribile esperienza di questo tipo e abbiamo cominciato a concentrarci su un modo per prevenire questo tipo di crimine». Non tutti, tuttavia, sembrano essere d’accordo con questo punto di vista che, in un certo senso, potrebbe andare a sfavore di una vittima di stupro: «Si tratta di un prodotto nato da buone intenzioni – ha scritto l’attivista Tara Culp-Ressler su Think Progress – Ma a ogni studentessa che non usa questo smalto e che subisce una violenza si potrebbe rimproverare di non averlo usato».

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