Sindacati in subbuglio: stato di agitazione per Fimmg e Cimo

Sindacati in subbuglio: stato di agitazione per Fimmg e Cimo

Fallito l’ultimo tentativo di mediazione, i sindacati medici rispondono con la mobilitazione alla lettera con cui il ministro Brunetta (foto) ha confermato il via da oggi alle sanzioni a carico dei medici che non certificano on line. Per lo stato di agitazione si sono già pronunciate Fimmg e Cimo-Asmd: «La comunicazione del Ministro» è il commento del segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo «è un’ulteriore presa in giro e dimostra il distacco totale del ministro dalla realtà operativa». «Gli ospedali non sono ancora in grado di garantire a tutti i medici un collegamento internet» rincara Riccardo Cassi, presidente di Cimo-Asmd «in condizioni del genere non è possibile non minacciare sanzioni». Sulle barricate anche Fp-Cgil, che provocatoriamente chiede sanzioni a carico del Ministro: «Brunetta» osserva il segretario nazionale del sindacato, Massimo Cozza «parla di una circolare interpretativa sulle sanzioni per evitare ingiustificati atteggiamenti punitivi. Ma come, da domani (oggi, ndr) partono le penalizzazioni e ancora si deve predisporre la circolare interpretativa? Confusione su confusione». Stato di agitazione pure per Snami: «L’avevamo proclamato già tempo addietro» ricorda il presidente nazionale, Angelo Testa «resta comunque il fatto che da domani le sanzioni sono legge. Valuteremo con i nostri legali la percorribilità di uno sciopero certificativo».

 

Anaao, a giorni decisione sulla linea

Per Anaao-Assomed, ogni decisione sulle contromosse rispetto alla conferma del ministro Brunetta delle sanzioni per chi non certifica on line, è rinviata al Consiglio nazionale del 3 febbraio. «Il sistema negli ospedali non è ancora a regime» ricorda il segretario nazionale, Costantino Troise «tant’è vero che le stesse circolari ministeriali autorizzano la modalità cartacea (senza sanzioni sull’on line, ndr) per i certificati di ricovero, di dimissione e di Pronto Soccorso. Rimane il pericolo di un collasso del sistema emergenze-urgenze, già stressato dall’epidemia influenzale e dalla carenza di personale, e di un prolungamento delle attese dei pazienti, ed è su questo che il Consiglio nazionale deciderà a giorni la linea da seguire». Per quanto concerne i medici, invece, l’invito che arriva dalle sigle sindacali è quello di proseguire sulla linea già tenuta fin qui. «Chi può certificare per via telematica continui a farlo» riassume il segretario generale della Fimmg, Giacomo Milillo «chi non può continui con la carta senza timori. Stiamo per avviare un "Pronto soccorso certificati" che fornirà assistenza, anche legale, a tutti i medici cui dovessero essere fatte contestazioni di ogni genere».

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