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Comunicato intersindacale medici

  Con una ostinazione degna di miglior causa, il Governo ha costretto il Parlamento, con l’ennesimo voto di fiducia, ad approvare una manovra economica iniqua ed insensibile alle preoccupazioni che da due mesi le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa hanno sollevato, denunciandone gli effetti negativi sui cittadini, sui professionisti e sulla tenuta del SSN.

La manovra penalizza in maniera eccessiva i medici e i dirigenti del Ssn, in modo particolare i più giovani, non solo da un punto di vista economico, quanto soprattutto da quello organizzativo e professionale. Si sancisce per legge il taglio delle retribuzioni, il sequestro della liquidazione e si legittima l’intervento dei partiti nelle carriere dei medici e dei dirigenti sanitari.

A dispetto della prossima uscita di 35.000 medici dal Ssn, la maggior parte delle Regioni sono private delle risorse economiche necessarie per una sia pur parziale sostituzione e il Ssn è destinato ad impoverirsi di risorse professionali con gravi rischi sui servizi erogati e sulla equità di accesso dei cittadini.

Questa è la sanità che viene consegnata al Paese, nel silenzio del Ministro della Salute, cui è affidato un rilevante patrimonio professionale, ma noi continueremo a difendere le nostre ragioni che sono quelle dei professionisti e di una sanità pubblica valore fondamentale di un Paese civile, anche attraverso un costruttivo confronto con la Conferenza delle Regioni.

ANAAO ASSOMED – CIMO-ASMD -AAROI-EMAC -FP CGIL MEDICI -FVM -FASSID -FESMED -ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – SDS SNABI -AUPI -SINAFO -FEDIR SANITA’ -SIDIRSS

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