Stato di agitazione FIMMG – Scotti: no a medico di famiglia dipendente

Stato di agitazione FIMMG – Scotti: no a medico di famiglia dipendente

Da settembre camper informativo per l’Italia

Fimmg – 10 luglio 2019

«La protesta è legata anche all’idea delle istituzioni secondo cui per risolvere il problema della medicina generale bisogna cambiare la situazione contrattuale dei medici di famiglia e passare dall’attuale figura autonoma convenzionata a quella dipendente.

Lo sviluppo dell’assistenza territoriale necessita non di una ridefinizione del rapporto contrattuale attuale, ma di una nuova visione organizzativa e delle dotazioni tecnologiche e di personale utili a dare una risposta assistenziale coerente», ha spiegato Silvestro Scotti, in un’intervista al quotidiano Libero in cui ha annunciato che che a settembre la FIMMG manderà in giro per tutto il Paese un camper per informare i cittadini su quanto sta succedendo.

«Lo stallo a cui assistiamo provocherà un chiaro e colpevole omicidio del Servizio sanitario nazionale, iniziando dall’indebolimento della figura centrale del medico», ha chiarito la Fimmg. Un po’ di numeri. Entro il 2023 ben 14 milioni di italiani rimarranno senza il dottore di famiglia a due passi da casa.

Numeri impressionanti che sono il frutto dei pensionamenti (45mila nei prossimi cinque anni) e dello scarso gradimento dei neo laureati in Medicina verso questa specializzazione. E il motivo è presto detto: gli specializzandi di medicina generale percepiscono una borsa di studio pari a 11.600 euro, mentre i loro colleghi cardiologi, oncologi, psichiatri, chirurgi e via dicendo, incassano più del doppio (tra i 25.000 e i 27.000 mila). Non solo. Perché per tutte le specializzazioni i neo medici sono esentati dal pagamento dell’Irpef, non sostengono gli oneri assicurativi per i rischi professionali e godono dei contributi versati ogni anno di post-laurea. Tutti tranne i medici di medicina generale.

Fonte Libero

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