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Storie di ISF. Roberta, 62 anni, esodata dalla legge Fornero non può ancora andare in pensione

“Disoccupata e esodata dalla legge Fornero con i miei contributi vedrò l’assegno solo a 67 anni”

Su La Repubblica di oggi viene riportata un’intervista a Roberta Zangrilli, ISF esodata. In un’intervista di 3 anni fa a Radio Cusano Campus, che abbiamo riportato il 6 aprile 2018 raccontava: “Lavoravo come informatore medico scientifico ed ero dipendente di una multinazionale dell’industria farmaceutica. Sono entrata in mobilità a gennaio del 2010. Dal 2004, nel nostro settore, c’è stata una crisi enorme e sono stati persi circa 20mila posti di lavoro. Con la vecchia legge sarei dovuta andare in pensione a 60 anni e 6 mesi. Sono stata in mobilità fino a fine 2013. Con le regole attuali e con la Legge Fornero dovrei andare in pensione nel 2027, quindi quando avrò 67 anni”.

Raccontava Roberta, sempre 3 anni fa, che si era recata all’INPS per chiedere informazioni e l’esperienza avuta è ai limiti del surreale:

“Avevo fatto domanda per l’ottava salvaguardia. Mi arrivò una lettera dove mi si diceva che non era stata accolta la mia domanda perché mancava un documento. L’ho portato e poi non ho più avuto notizie. Sono andata all’INPS per informarmi, ben sapendo che la cosa non era andato a buon fine. Un dipendente mi ha detto che non verranno fatte più salvaguardie, non capisco bene a che titolo. Poi mi ha detto: “io ho 42 anni di contributi e non posso andare in pensione” come se la colpa fosse la mia che non sono più riuscita a trovare lavoro”.

L’applicazione retroattiva della legge Fornero ha fatto di lei un’esodata: senza pensione e senza stipendio. “Ho provato a ricollocarmi, dice nell’intervista a Repubblica di oggi, ma per me non c’era nulla. Non sono mai riuscita ad agganciare i requisiti delle nove salvaguardie. Ho 28 anni di contributi: non possono accedere all’Ape sociale che ne chiede 30 e non ho figli per scontare di due anni il requisito, Opzione donna ne chiede 35, Quota 100 almeno 38. Per riscattare la laurea ci vogliono 20-25 mila euro che non ho. Io e mio marito viviamo una vita di sacrifici. Perché lo Stato ci tradisce così?”


N.d.R.:

Senza entrare nel merito della Legge Fornero (Decreto legge 201/2011 convertito con legge 214/2011), tra polemiche e chiarimenti che ne sono seguiti negli anni, quest’ultima ha rivoluzionato il sistema pensionistico italiano e in qualche modo innescato benefici e problematiche.

Complicazioni hanno riguardato una serie di lavoratori che, retroattivamente, hanno subito l’innalzamento dell’età pensionabile pur avendo già stipulato accordi di incentivo all’esodo (prepensionamento) o pur trovandosi a pochi anni dalla pensione di vecchiaia o anzianità contributiva: i cosiddetti esodati.

La gravità della situazione di queste persone è testimoniata dal fatto che il legislatore ha approvato ben nove provvedimenti legislativi (l’ultimo la cd. nona salvaguardia dista quasi dieci anni dalla Riforma Fornero) per rispondere a queste platee. Ormai il numero degli esodati dalla legge Fornero si è ridotto drasticamente sia per le salvaguardie pensionistiche sia per altre riforme del sistema pensionistico (ad esempio l’ape socialeopzione donna, beneficio per precoci e la quota 100 che al momento è in discussione per l’abolizione) che hanno offerto una valvola d’uscita strutturale a chi era rimasto incagliato nella Riforma pensionistica.

Non sono bastati però quasi dieci anni e ben nove salvaguardie per chiudere definitivamente il pasticcio degli esodati, combinato nel 2011 dalla riforma delle pensioni targata Elsa Fornero e Mario Monti. Anche l’ultimo intervento, quello contenuto nella legge di bilancio 2021, ha lasciato fuori una parte, seppur limitata, di quelli che furono colpiti dalla manovra.

La Nona Salvaguardia è un provvedimento che ancora non riesce a mettere la parola fine al dramma di questi ultimi Esodati ormai allo stremo. Vittime del disastro creato dalla “manovra Fornero”, a loro sarà ancora negata sia la giustizia dovuta, che l’equità con gli altri circa 144.000 Esodati già in pensione. Sembra però che da un punto di vista finanziario non si possa fare a meno della Riforma Fornero per cui il governo riesuma la riforma, datata 2011 e bocciata dagli italiani in tutte le elezioni degli ultimi dieci anni. E, già che c’è, ricicla pure la Fornero come persona, in veste di consulente.

Notizie correlate: Camera dei Deputati. La questione degli esodati

Redazione Fedaisf

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