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Tavolo sulla farmaceutica, tetti di spesa sui farmaci e innovativi, il punto di Scaccabarozzi

Mettere a punto politiche di stabilizzazione e interventi regolatori che consentano alle imprese farmaceutiche di guardare avanti con serenità. È questo uno degli obiettivi del Tavolo sulla farmaceutica che dovrebbe riaprirsi a breve. Lo conferma in un’intervista a Farmacista33 il riconfermato presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi (foto). L’occasione per rilanciare il «programma a costo zero» presentato, in occasione della rielezione, a Istituzioni e Politica e per affrontare una serie di nodi spinosi per le aziende farmaceutiche in un periodo di crisi conclamata. Richiesta di maggiore stabilità, proposta di cambiamenti nella struttura di governance, più sostegno all’innovazione e riassetto dell’attuale sistema troppo frammentato a livello regionale sono i temi affrontati dal presidente di Farmindustria, che a proposito della vicenda degli antitumorali a carico dei pazienti per effetto del decreto Balduzzi parla «di confusione e demagogia» sottolineando come le disparità ci siano ma le responsabilità non siano a carico delle industrie farmaceutiche.

Partiamo dalla farmaceutica. È imminente la riapertura del tavolo che col precedente Governo si era fermato dopo un solo incontro.
Un’ottima notizia. I tavoli hanno tempi tecnici lunghi e quello sulla farmaceutica è già partito in ritardo. Ma ci sono due aspetti di grande rilevanza: per cominciare la riconferma del sottosegretario De Vincenti che farà sì che non si debba ripartire da zero. Poi c’è la disponibilità data dal ministro a partecipare al Tavolo, segnale evidente della sua considerazione per il settore. Abbiamo chiesto al Governo una cabina di regia tra i ministeri coinvolti per rendere compatibili politiche sanitarie e crescita industriale.

Il ministro intanto ha detto basta ai tagli lineari
Un’altra ottima notizia per noi. I tagli lineari ci hanno da sempre penalizzato con perdite importanti per il settore. La farmaceutica è già stata troppo danneggiata negli ultimi 10 anni.

La sua riconferma arriva in un periodo di crisi conclamata. Quale lo scenario cui vi trovate davanti e quali le prospettive?
L’Assemblea pubblica di settimana scorsa è stata l’occasione per presentare il nostro programma alla politica e alle istituzioni e l’occasione per ribadire quanto diciamo da tempo: siamo un settore con i conti in ordine. Lo ha confermato la Banca D’Italia quando nella sua periodica analisi della produttività di tutti i comparti industriali del Paese sottolinea come la farmaceutica non solo ha tenuto ma è un traino per l’economia. Tra i dati illustrati dalla Banca d’Italia spicca la crescita del 3% annuo della produttività del nostro settore contro una diminuzione dello 0,6% del complesso dell’industria. Il tutto a fronte di un quadro ostile con 44 manovre in 11 anni di cui 4 solo nel 2012, che hanno introdotto pesanti tagli nella farmaceutica. Ora è il momento del rilancio ed è per questo che presentiamo il nostro programma triennale a costo zero. L’auspicio è di avere la possibilità di crescere e consolidarci per rimanere quel volano dell’economia che fino a oggi abbiamo rappresentato.

Nella sua relazione si parla di “cambiamenti nell’attuale struttura di governance”. A che cosa si riferisce?
Noi siamo l’unico settore che garantisce quanto si spenderà a fine

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