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«Troppe generalizzazioni sull’omeopatia»

MILANO – divampa la polemica sull’ultima ricerca del Premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier, che in un lungo articolo scientifico pubblicato sulla rivista "Journal of Physics" dimostra l’esistenza di una "memoria dell’acqua biologica", in grado di mantenere traccia del DNA batterico anche al di sotto alla soglia minima di presenza dello stesso, e quindi – sostengono gli omotossicologi – può forse dimostrare anche la funzionalità di principi attivi farmacologici superdiluiti. Una nuova frontiera della "low-dose medicine" che porterà alla creazione di farmaci senza effetti collaterali, secondo un paradigma molto simile a quello dell’omeopatia, s’interrogano i medici? Giuseppe Remuzzi dell’ Istituto Mario Negri interviene scettico sul Corriere, criticando sia il lavoro di Montagnier che la rivista che l’ha pubblicato.

VI SIA UN APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE – A Remuzzi risponde in tempo reale uno dei componenti dell’equipe di ricerca di Montagnier, Giuseppe Vitiello, Professore di Fisica all’Università di Salerno e ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: «La rivista che ha ospitato il lavoro fa parte della collana edita dalla divisione editoriale dell’Istituto di Fisica della Gran Bretagna, leader mondiale nella pubblicazione scientifica in campo fisico, con un’attività di divulgazione scientifica che risale al 1874. Questa autorevole istituzione, che collabora con 25 organizzazioni internazionali e dispone di una rete di centri in tutto il mondo, sarà certamente sorpresa dalle critiche avanzate dal dottor Remuzzi. Riguardo al lavoro della nostra equipe, contrariamente a quanto sostenuto dal dottor Remuzzi è stato eccome sottoposto al vaglio della comunità scientifica, in più occasioni e anche recentemente, in occasione di una conferenza di livello internazionale organizzata dall’Università dell’Arizona e tenutasi a Stoccolma dal 3 al 7 maggio 2011. Inoltre è pubblicato on-line, chiunque ne abbia le capacità può leggerlo è confutarlo. Questa è una ricerca che aprirà nuovi orizzonti da molti punti vista: parliamo dei fondamenti dinamici su cui poggia la fenomenologia dei sistemi viventi. Remuzzi critica il lavoro definendolo "vago". Remuzzi è un esperto riconosciuto in nefrologia e trapianti, non mi risulta abbia in curriculum alcuna competenza in fisica teorica e quantistica. Il lavoro è criticabile, e ci mancherebbe ancora, ma – lo ripeto – da chi ne abbia la competenza. E’ appena utile ricordare che chi scoprì i Raggi X un secolo fa stava indagando i fenomeni fisici dei materiali radiottivi, e mai più poteva immaginare la sua scoperta sarebbe stata utilizzata in medicina, in tutti gli ospedali del mondo. E’ ora di passare da una sc

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