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Trump ritorna sui dazi ai farmaci generici, “Dal 2028 saliranno al 100%, poi al 200%”

Donald Trump sarebbe pronto ad annunciare nuovi dazi nei confronti di circa 60 Paesi. Una misura di cui, al momento, non si conoscono ancora i dettagli, mentre indicazioni precise sono già arrivate per il settore farmaceutico: dal primo agosto 2026 i farmaci generici importati negli Stati Uniti resteranno esenti da tariffe per due anni, poi saranno sottoposti a un dazio del 100% per un anno e successivamente del 200%. La misura sui farmaci è stata annunciata da Trump su Truth Social.

SKY TG24 – 22 luglio 2026

“A partire dal primo agosto 2026, tutti i farmaci generici introdotti negli Stati Uniti continueranno ad avere un dazio pari allo zero per cento per un periodo di 2 anni”, ha scritto il presidente americano in un post su Truth.

Terminato questo periodo “il dazio salirà al 100% per un anno e, successivamente, al 200%”, ha aggiunto Trump. La misura ha l’obiettivo di “riportare negli Stati Uniti la produzione di farmaci generici” e prevede una penalizzazione per “quelle aziende che decidono di non costruire stabilimenti e impianti produttivi entro il periodo di tempo loro concesso”.

Trump ha precisato che “la normativa relativa ai farmaci brevettati, di marca o innovativi rimarrà invariata, che ha già dato ottimi risultati, rimarrà invariata”. “In tutti gli Stati Uniti si stanno costruendo stabilimenti farmaceutici a ritmi senza precedenti”, ha aggiunto.

Finora i farmaci generici sono rimasti esclusi dai dazi statunitensi sui prodotti farmaceutici annunciati ad aprile, che possono raggiungere il 100%. Trump aveva però concesso al segretario al Commercio un anno di tempo per riesaminare la situazione e, se necessario, raccomandare nuove misure sulle importazioni di medicinali generici.

Trump sarebbe inoltre pronto a introdurre “nuovi dazi nei confronti di circa 60 Paesi” già a partire da questa settimana, in cui andranno a scadere quelli globali del 10% che la Casa Bianca ha imposto a febbraio, dopo che la Corte Suprema ha invalidato l’infrastruttura legale su cui poggiavano i dazi “reciproci” del “Liberation Day” presentati dal presidente statunitense ad aprile 2025. Lo riferisce il Financial Times, citando fonti informate.

L’indagine è stata condotta ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974. Questa strategia permetterebbe a Trump di evitare il ricorso ai poteri di emergenza utilizzati per i dazi del “Liberation Day”, successivamente bocciati dalla Corte Suprema. I nuovi dazi dovrebbero essere in linea con quelli del 10% già in vigore, ma l’amministrazione “sta lavorando anche ad altre indagini che potrebbero conferirle l’autorità legale per proporre dazi più elevati”.

Dietro le quinte, tuttavia, i consiglieri del presidente lo starebbero esortando a non rischiare nuovi shock economici in vista delle elezioni di metà mandato. Secondo due fonti citate dal Financial Times, avrebbero suggerito a Trump “mantenere la stabilità con i partner commerciali e di onorare gli accordi che Washington ha stretto con loro per ridurre i dazi nel 2025”.

 

Redazione Fedaisf

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