BOEHRINGER, A RISCHIO 500 POSTI DI LAVORO

BOEHRINGER, A RISCHIO 500 POSTI DI LAVORO

A gennaio incontro tra Regione e vertici aziendali per congiurare il trasferimento dell’attività amministrativa

DOVRANNO aspettare fin dopo Natale i lavoratori della Boehringer di Reggello prima di sapere se ci saranno spiragli sul futuro. La prova del nove si giocherà tutta nell’incontro tra i vertici aziendali e la Regione previsto all’inizio del mese prossimo. Obiettivo: con-
vincere la società farmaceutica a fare marcia indietro sul progetto di ristrutturazione che prevede il trasferimento a Milano dell’attività amministrativa, riducendo a 35 i 175 posti di lavoro attuali. Strada obbligata per tutti gli altri 140: trasferimento nella sede di Milano o il licenziamento.
Non subito in verità, ufficialmente il piano di riorganizzazione presentato dall’azienda fissa i termini del trasferimento tra il 2011 e il 2013. Ma in realtà, i tempi potrebbero essere molto più stretti. Anche perché l’azienda a Milano ha già comprato la palazzina che dovrà ospitare il nuovo stabilimento e una volta finiti i lavori di ristrutturazione non c’è alcun motivo perché la smobilitazione della sede di Reggello debba ancora attendere. Ma non è finita qui.
Lo smantellamento dell’attività ha una portata molto più ampia in termini occupazionali: a rischio anche i 250 posti di lavoro dell’istituto De Angeli, situato sempre a Reggello e interamente controllato da Boehringer Ingelheim Spa. Produce farmaci da prescrizione e da banco di Boehringer Ingelheim Italia e del Gruppo internazionale sia per il mercato italiano che per quello estero, in particolare per Stati Uniti e Giappone. Considerando l’indotto la totalità dei posti di lavoro sfiorano, secondo la Cisl, addirittura quota 500. «I due centri, Boehringer e Istituto De Angeli sono strettamente collegati e se quest’ultimo viene svincolato da questo rapporto è fin troppo ovvio immaginare che diventi sempre di più un’azienda terzista – denuncia la Cisl – E queste, si sa, sussistono nel mercato fin quando sono innovative, ma siccome lo sono molto di più in paesi come la Romania che da noi, mi sembra che ce ne sia abbastanza per essere preoccupati».
Tanto più che la crisi del settore farmaceutico sembra allargarsi a macchia d’olio investendo altre aziende importanti, come la Baxter di Pisa e la Bayer Biological di Rosia, in provincia di Siena. «Il piano dell’azienda per noi rimane a tutt’oggi incomprensibile – dice la Cgil – anche perché non c’è una motivazione convincente dal punto di vista economico. Con un trasferimento di questo tipo non viene recuperato nessun costo aziendale, tanto più che la ditta si trasferisce a Milano dove le condizioni salariali sono le stesse di qui. Inoltre, la sua attività è più che florida, ha utili per milioni di euro e anche l’istituto De Angeli è in piena produzione».
Il banco di prova per il sindacato è rimandato all’incontro che si terrà a gennaio tra Regione e vertici aziendali, sarà quella l’occasione per capire le intenzioni definitive della ditta su Reggello. Sul piatto la Regione metterà non solo il mantenimento dello stabilimento, ma anche il suo potenziamento, da inserire in un quadro generale di sviluppo che mira al rilancio del settore in tutta l’area. Non ultimo grazie alla creazione di quel "centro delle scienze della vita" che dovrebbe funzionare da polo di attrazione per investimenti e ricerca, caldeggiato anche dall’assessore Enrico Rossi. Su questo è intervenuto più volte il presidente del gruppo socialista in Consiglio regionale Pieraldo Ciucchi. Con una mozione ha chiesto uno stanziamento di 100 milioni di euro del bilancio 2008 da destinare proprio alla creazione di un distretto regionale nei settori farmaceutico e biotech. 

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