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Castellamonte (TO), funerali insieme, in mille per l’addio

Lei, medico 63enne, è morta improvvisamente la mattina, lui, informatore scientifico, si è tolto la vita in casa la sera. L’addio a Marina e DaniloLa comunità in lutto

03 giugno 2016 – La Sentinella del Canavese

CASTELLAMONTE. Raccontano che martedì, per tutto il giorno, Danilo Bobba, con i parenti, non facesse altro che chiedersi come farò adesso?Come farò senza di lei? E infatti, per tutto il giorno, non è rimasto solo.

Bobba, la mattina di martedì, aveva vissuto quello che non avrebbe mai voluto: aveva visto sua moglie Maria Caterina Rovetto, 63 anni, per tutti Marina, morire improvvisamente, stroncata da un grave malore. Aveva chiesto aiuto, chiamato i colleghi di Marina – decana dei medici di medicina generale di Castellamonte – e il 118, che era arrivato a sirene spiegate nella piccola frazione Muriaglio. Per Marina Rovetto, però, era troppo tardi.

E la sera di quello stesso giorno Danilo Bobba aveva dato una risposta alla domanda che lo stava tormentando. A tarda sera ha detto ai cognati che sarebbe andato un attimo a riposare, ma una volta a casa si è chiuso in bagno e ha rivolto contro se stesso la sua calibro 45 che teneva con tutti i permessi chiusa da anni in un cassetto inaccessibile.

Così il funerale di Marina Rovetto, già fissato per ieri pomeriggio, è diventato anche l’addio a Danilo Bobba. Marino e Danilo erano una coppia affiatata e anche qualcosa di più. Insieme da 13 anni, una vita in simbiosi.

Danilo Bobba, 66 anni, era stato un informatore scientifico. Lei, medico di medicina generale dal 1982, amava il suo territorio e la sua gente e non aveva mai rinunciato all’ambulatorio nella sua Muriaglio. Riceveva anche a Castellamonte e, da inizio 2014, era al Centro di assistenza primaria nell’ex ospedale. Da moltissimi anni con il massimo dei mutuati, era una di quelli che sosteneva che essere un medico è una professione e non un mestiere e andava a trovare gli anziani e i più fragili a casa perché lei guardava alle persone (che si ammalano e guariscono) e non solo alle malattie in senso astratto.

Con lei, a darle una mano per gli appuntamenti, ultimamente c’era sempre Danilo. La aiutava, stava con lei. Sempre. C’è chi ricorda il suo gesto gentile di portarle una caffè mentre lei era in studio. Chi, invece, ricorda l’impegno di lei, l’essere stata consigliera comunale, l’essere in prima linea anche nel sindacato medici di medicina generale Snami, responsabile nazionale delle pari opportunità, la presenza alla piccola e storica società operaia di Muriaglio (il fratello Mauro ne è il segretario ed è anche il direttore della casa di riposo Romana).

Ieri, per l’addio a Marina e Danilo, a Muriaglio erano in mille: amministratori, colleghi, amici, tanti mutuati. Il parroco, don Angelo Bianchi, ha accolto le due bare sul sagrato della chiesa e invitato tutti a una preghiera. (ri.co.; sa.za.)

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Redazione Fedaisf

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