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Corruzione in sanità, i sette tavoli di Agenas per trasparenza e prevenzione

Al lavoro per il prossimo aggiornamento del Piano nazionale anticorruzione. Focus su ruolo del responsabile della prevenzione, conflitto d’interessi, nomine, acquisti, rotazione incarichi e rapporti con i privati accreditati

di Redazione Aboutpharma Online  29 marzo 2016

Contro la corruzione in sanità, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) mette in campo sette tavoli tecnici – a composizione inter-istituzionale e multidisciplinare – che contribuiranno all’aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA). A spiegarlo è Lucia Borsellino, responsabile anticorruzione di Agenas, nella newsletter dell’agenzia. Nel dettaglio, i tavoli – a cui partecipano esperti di ministero della Salute, Anac, Iss, Aifa e aziende sanitarie –  si occuperanno di nomine, conflitti di interessi in sanità e codice di comportamento, rotazione degli incarichi, acquisti, rapporti contrattuali con i privati accreditati e altri ambiti di approfondimento.

“I lavori dei tavoli, propedeutici alla definizione del PNA 2016 – spiega Lucia Borsellino – produrranno i primi effetti con l’adozione da parte delle aziende sanitarie dei prossimi Piani aziendali triennali e Agenas parteciperà al loro monitoraggio e verifica nell’ambito della ormai consolidata collaborazione istituzionale con l’Anac e gli altri soggetti istituzionali coinvolti.

Agenas, inoltre, ha realizzato un applicativo sul proprio sito web per la compilazione on line della Dichiarazione pubblica di interessi da parte di tutti i professionisti del servizio sanitario interessati, in attuazione della misura specifica prevista nel PNA – sezione sanità. L’obiettivo è stato quello di creare strumenti omogenei per diffondere una buona pratica aziendale, velocizzando lo scambio di informazioni e mirando in questo modo a tutelare l’operato del singolo professionista e dell’organizzazione di cui fa parte, anche attraverso la dichiarazione trasparente della rete di relazioni in cui si svolge la propria attività”.

La firma del Protocollo Anac-Agenas aveva già portato all’introduzione all’interno del Piano Nazionale Anticorruzione di una prima sezione specifica dedicata alla sanità. “Ministero della Salute, Anas e Agena, hanno definito – prosegue la Borsellino – un primo importante atto di indirizzo rivolto alle aziende sanitarie pubbliche e agli enti assimilati del Ssn, adottato dall’Anac con determina n.12 del 28 ottobre 2015. Questo ha reso possibile mettere a disposizione delle regioni e delle aziende sanitarie, strumenti per migliorare la capacità di pianificazione strategica per una corretta gestione delle risorse”.

Oltre ad aree di rischio generali come quelle dei “Contratti pubblici, degli Incarichi e nomine, della Gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio, della Vigilanza e controllo”, sono state introdotte nel PNA aree di rischio specifiche quali quelle relative all’”Attività libero professionale e liste di attesa, ai Rapporti contrattuali con i privati accreditati, alla Farmaceutica, dispositivi e altre tecnologie, alla ricerca, sperimentazioni e sponsorizzazioni e alle Attività conseguenti al decesso in ambito ospedaliero”.

“La tutela del diritto alla salute di tutti i cittadini richiede un impegno costante per la condivisione dei valori di integrità, legalità ed etica del comportamento, e il lavoro portato avanti da Agenas segue questo percorso, base fondamentale per il perseguimento dell’interesse pubblico”, conclude la Borsellino.

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